Martedì, 17 Febbraio 2015 23:39

Perché servirsi di un assicuratore.

La natura della vita cosciente di ogni essere senziente è fatta della nascita di bisogni e nella loro soddisfazione. Tutti i risultati dell'evoluzione in ogni sua forma vengono dalla necessità di risolvere un problema e, quando se ne risolve uno, ne spuntano a catena, come rami di un albero, altri più o meno complessi. Acceso il fuoco puoi chiederti, per esempio, quale sia il tempo di cottura dell'animale appena cacciato. Appena capito che è meglio vivere al coperto, puoi chederti in quanti si può viverci sotto prima di soffrire per la puzza. Quando ti accorgi che il cellulare è meglio del telefono fisso, non sai quale utilizzare se chiami qualcuno da casa. Il problema è nella natura umana, c'è poco da fare!

E meno male!

Perché niente di quello che oggi conosciamo, utile o meno utile, morale e immorale, gradevole o meno... esisterebbe se non per il bisogno di qualcuno il qualche parte del mondo in un momento qualsiasi. Se qualcuno non si fosse posto il problema di conoscere lo spazio sopra di noi, non avremmo assistito a migliaia di scoperte e invenzioni. Senza il bisogno di comunicare, non ci sarebbero il telefono, la posta, internet...

La guerra nasce da un bisogno, la pace nasce da un bisogno, l'omicidio nasce da un bisogno, salvare la vita a qualcuno nasce da un bisogno. Bisogni buoni e bisogni cattivi? Forse si, forse no, sicuramente è sbagliato il modo in cui si punta a soddisfarli.

Oggi non mi interessa indagare il grado di moralità delle conseguenze di un problema, mi interessa, invece, capire l'utilità dello svolgimento, del modo in cui essi si risolvono. Torniamo un attimo sui banchi di scuola, la maestra assegna tre problemi, tutti uguali, c'è chi per capire e imparare dovrà farne uno, chi due, chi tutti e tre e chi l'indomani li copierà per incapacità o noia. Per lo studente più sveglio il secondo e il terzo sono inutili, avrebbe potuto tranquillamente saltarli senza riportare conseguenze. Quindi esistono problemi il cui svolgimento non comporta un effetto positivo per il risolutore o almeno l'effetto positivo sperato e voluto. Se la maestra fosse stata migliore, allo studente sveglio avrebbe assegnato solo il problema numero uno e non gli avrebbe fatto perdere del tempo a risolvere (meccanicamente) il secondo e il terzo, sottraendolo ai problemi delle altre materie.

Quando il bisogno è stato soddisfatto, occuparsene ancora è inutile e dannoso in termini di tempo.
La vita di un essere umano è un insieme grande, ma limitato, di bisogni, a ciascuno dei quali egli deve dedicare un certo quantitativo di tempo. Deve lavorare, per guadagnare. Deve risparmiare, per assicurare un futuro e se stesso e a propri cari. Deve comprare beni e servizi, per piacere o per necessità. Ci sono doveri piacevoli e doveri spiacevoli. Lavorare può essere bello, se si ha la fortuna di poter svolgere il lavoro che si vuole. Un'uscita di denaro può essere piacevole, quando il sacrificio coincide o è inferiore al beneficio. Tuttavia, credo di poter affermare che, nella maggior parte dei casi e per la maggior parte degli individui, sono più i problemi che nascondono aspetti sgradevoli, rispetto a quelli che rappresentano opportunità per un benessere maggiore. Avere al proprio fianco un consulente assicurativo fidato, preparato e consapevole, può voler dire risolvere, in modo quasi indolore, i problemi che comporta la soddisfazione dei bisogni.

 

Fonte: #megliolapolizzaoggi

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Dopo il boom di vendite a gennaio (+10%), arriva il calo del costo delle polizze (-6%) che rende più convenienti gli acquisti di nuove vetture. In ripresa anche il mercato delle moto e degli pneumatici. L'ottimismo di Marchionne.

Per il mercato dell'auto è forse arrivato il momento della ripresa? Pochi indizi non costituiscono una prova, ma i segnali in controtendenza stanno cominciando ad accumularsi con maggiore frequenza. E pur con tutta la prudenza del caso, il fenomeno va analizzato con attenzione. Perché non si tratta solo di un aumento delle auto nuove vendute dai concessionari. I fattori positivi riguardano anche i consumatori, l'industria e la stampa internazionale, che a sua volta si sta interrogando su quanto accade in Italia. "Il 2015, se ce lo giochiamo bene, sarà un grande anno", ha commentato Sergio Marchionne, amministratore delegato di Fiat chrysler automobiles. "Dopo sei-sette anni di mercati distrutti, di gente che non trovava lavoro, il 2015 finalmente sarà l'anno in cui ricomincia il ciclo economico. Bisogna stare molto attenti a non giocarcelo male", ha aggiunto il manager italo-canadese, elogiando il governo Renzi: "Ha fatto in 11 un mesi quello che non è stato fatto in anni interi".

L'ultima notizia positiva arriva proprio dalle fabbriche Fiat, ora Fca (Fiat Chrysler Automotive), dopo la fusione delle attività italiane della famiglia Agnelli con quelle americane di Detroit. Ebbene, Fca ha annullato la cassa integrazione prevista nello stabilimento di Pomigliano a partire dal prossimo 23 febbraio. Il motivo? Lo stabilimento deve essere in grado di soddisfare l'aumento di richieste della Panda. Non solo: secondo quanto comunicato dal sindacato - per una volta non ai ferri corti con l'amministratore delegato Sergio Marchionne - si lavorerà anche al sabato. In particolare, il 14, 21 e 28 febbraio, ma solo nel primo turno. Lo ha annunciato Raffaele Apetino, segretario regionale per il settore auto della Fim Campania, il quale ha sottolinea come si tratti di "una notizia sicuramente positiva, segno di una ripresa del mercato".

Del resto, la rinascita di Pomigliano fa il paio con i dati comunicati dal ministero dei Trasporti per il primo mese dell'anno. A gennaio, il mercato delle auto nuove è partito col botto: la motorizzazione ha immatricolato 131.385 vetture, con un +10,91% rispetto allo stesso mese dell'anno scorso, molte meglio del +2,8% registrato nello scorso dicembre. Un aumento di cui ha beneficiato proprio Fca che ha fatto meglio del mercato: a gennaio, le consegne sono state 37.191, l'11,38% in più dello stesso mese del 2014. La quota totale in Italia del gruppo è così salita al 28,31%

Qualche ragione di ottimismo arriva anche dall'Acea, l'associazione delle case automobilistiche europee che vede uno spiraglio di luce per quanto permangano "incertezze economiche in molti paesi". Nel 2015, secondo Acea, le immatricolazioni cresceranno del 2% in Europa, per avvicinarsi ai 13 milioni di veicoli. Nel 2014, ha ricordato il presidente dell'associazione Carlos Ghosn, le immatricolazioni di autovetture nuove ha registrato +5,7% con 12,6 milioni di unità, "il primo risultato annuale positivo dall'inizio della crisi nel 2007".

Non sembra da meno nemmeno il mercato delle due ruote, che in Italia è cresciuto a gennaio del 2,6% rispetto allo stesso mese 2014: in aumento le vendite sia delle moto sia degli scooter, mentre i 'cinquantini" sono ancora difficoltà. Secondo i dati di Confindustria Ancma, le moto hanno visto 3.806 immatricolazioni (+7,4%), gli scooter 5.408 vendite (+6,3%), mentre per i 'cinquantini' soltanto 1.362 registrazioni (-18,8%).

Infine, fra i segnali positivi va citato anche un passaggio dell'ultimo comunicato di Assogomma, l'associazione degli industriali del settore, che ha evidenziato "un leggero recupero del settore pneumatici che comunque ha saputo limitare dall'inizio della crisi le perdite intorno al 15/20% contro un -40% del mercato delle auto nuove".

Ad alimentare la ripresa potrebbero contribuire le assicurazione RcAuto, i cui prezzi medi sono in calo, merito in parte della sempre maggiore diffusione delle polizze on line. Secondo l'ultima rilevazione condotta dall'Ania (l'associazione che raggruppa le maggiori compagnie), nella media del 2014 il prezzo delle polizze è diminuito del 6% rispetto alla media del 2013, passando da 437 a 411 euro per veicolo (tasse escluse). In due anni, sempre secondo Ania, i prezzi medi delle polizze si sono ridotti del 10%.

"I costi sono in calo dal novembre 2012 - si legge nella nota appena pubblicata dall'associazione - in contrapposizione a quanto è avvenuto in tutti gli altri paesi europei". I Motivi? Secondo Ania, ci sarebbero il prolungarsi della crisi economica che ha limitato l'utilizzo delle auto e diminuito di fatto la frequenza dei sinistri ma anche, la maggiore competitività delle imprese che permette ai consumatori di scegliere l'offerta più conveniente. In buona sostanza, ci sarebbe finalmente un po' di sana concorrenza tra le compagnie da sempre accusate di far pagare le polizze più alte del vecchio Continente.

Accusa confermata subito dopo la pubblicazione dei dati Ania, dall'associazione Codacons:  "La diminuzione è irrilevante: tra il 1994 e il 2013, l'RcAuto ha subito nel nostro paese rincari pari al +250%, portando gli automobilisti italiani ad essere i più tartassati d'Europa".

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Più di 18 mln di persone accedono ogni giorno a Internet in Spagna e una grande percentuale di questi attraverso smartphone o strumenti di telefonia mobile.

Internet è anche il primo punto di riferimento per chi vuole informarsi prima diacquistare prodotti assicurativi, secondo quanto ha riportato il ceo di Exponent Consultores, Carlos Albo, durante la celebrazione della I Trobada de Mutualitats de Catalunya.

Ha inoltre rilevato come il consumatore sia cambiato nel tempo, come si informi maggiormente cercando di comparare più offerte possibili.

È importante quindi conoscere meglio i possibili clienti che utilizzano internet e capire cosa essi vogliano dai servizi on line: semplicità, personalizzazione nella presentazione dell'offerta, pertinenza delle informazioni e self service.

Lo stesso approccio vale non solo per i clienti, ma anche per la rete distributiva, per i periti e le reti di collaboratori attraverso un intranet che facilita la comunicazione.

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Fra meno di un mese, secondo l'agenda del presidente del Consiglio, arriverà in consiglio dei ministri un pacchetto di leggi e decreti tra i quali il ddl sulla concorrenza (a firma del ministro dello Sviluppo Federica Guidi). Qui si parla di riduzione del 50% dei risarcimenti delle assicurazioni, un comparto che ha visto ridursi in 20 anni l'indice dei sinistri dal 15% al 6%, dove dalla liberalizzazione di metà anni Novanta al 2012 i sinistri sono diminuiti del 40 %, e in cui tuttavia i costi per l'utente (dati Adusfeb) sono cresciuti del 245%, da 391 a 1. 350 euro.

Se la questione è la concorrenza, e lo è visto che due terzi del mercato è condiviso da sole tre compagnie (Unipol/Fonsai, Allianz e Generali, in Francia sono una quarantina), se la debolezza competitiva denunciata dall'Antitrust viene risolta con l'aumento dei premi, "con le imprese più efficienti che preferiscono realizzare margini più elevati anziché competere" (Antitrust), non si vede perché il decreto affronti unicamente il nodo dei risarcimenti invece di stabilire regole che aumentino realmente la concorrenza.

Nella bozza del decreto, visionata da Marco Palombi del Fatto Quotidiano, ci sarebbe un provvedimento considerato un bel regalo alle assicurazioni, la riscrittura delle tabelle dei risarcimenti dei macro-danni (da 10 a 100 punti), quelli conseguenti a incidenti dove l'assicurato ha perso la vita, o un arto. Riscrittura che, come auspicato dall'Ania (l'associazione delle compagnie assicurative), diminuirà (se non viene modificato il decreto) della metà i risarcimenti, rispetto alle attuali tabelle fornite dal tribunale di Milano.

Il motivo di questo improvviso risveglio è semplice: proprio nel 2011 la Cassazione aveva stabilito che le tabelle nazionali già esistono e sono quelle – compilate in maniera scientificamente impeccabile – dal Tribunale di Milano. Solo che alle assicurazioni non piacciono: con quelle si paga troppo e infatti quelle del ministero tagliano i risarcimenti fino al 50 %. Ora il ddl Guidi-Renzi riprova laddove fallirono i padri e, pur di fare un favore alle assicurazioni, in tre righe tenta di resuscitare una delega al governo scaduta da sei anni.

Il colpo di frusta: quando una parola è di troppo. In principio fu Monti, ma ora Renzi supera e corregge il maestro: nessuno dovrà mai risarcire un "colpo di frusta". È andata così. Quando inizia la crisi le assicurazioni vanno in sofferenza, poi tornano agli utili con una cura semplice: aumento dei prezzi e abbattimento dei risarcimenti. A quest'ultima parte ci ha pensato il governo tecnico, che a inizio 2012 stabilì che i danni di lieve entità vanno risarciti solo se in presenza di un "accertamento clinico strumentale obiettivo".

Che significa? I medici legali delle compagnie non riconoscono mai i piccoli danni tipo il "colpo di frusta" e all'assicurato resta l'unica scelta di fare esami assai costosi per un risarcimento che potrebbe persino non coprirli. Risultato: quel capitolo è passato dal costare alle compagnie 2, 7 miliardi l'anno a poco più di uno. E che facevano, nel frattempo, i costi per gli utenti? Ovviamente aumentavano. La legge di Monti, però, lasciava ancora qualche spazio all'autonoma scelta del medico e qui arriva il ddl di Renzi: nessuno spazio alla constatazione "visiva" del danno. O fai gli esami clinici o niente soldi.

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A Catania, dal 9 febbraio prossimo, sarà disponibile la 'Catania Card'.

Quest'ultima consentirà la visita di tutti i musei comunali e del Museo Diocesano e di viaggiare su tutti i mezzi di trasporto urbano dell'Amt (Alibus compreso) e l'utilizzo della Metropolitana.

"Con la Catania Card – ha dichiarato il primo cittadino Enzo Bianco – la nostra città si mette al passo con le grandi metropoli europee ed alle poche città italiane che si sono così attrezzate. La nostra città ha una grande capacità di attrazione di turismo culturale per ragioni connesse ad una storia lunga 2.800 anni. La Card e gli eventi di grande valore in programmazione al Castello Ursino e al Palazzo della Cultura daranno una grande contributo allo sviluppo del turismo a Catania".

La Catania Card è dunque il prodotto di un accordo tra il Comune di Catania, l'Amt e l'Arcidiocesi di Catania.

Sono previste diverse opzioni: singola per 1 giorno che costerà 12 euro e 50 centesimi; singola 3 giorni, 16 euro e 50 centesimi; singola 5 giorni, 20 euro; Family (2 adulti e due minori fino a 13 anni) 1 giorno, 23 euro; Family 3 giorni, 30 euro e 50 centesimi; Family 5 giorni, 38 euro.

La Catania Card consentirà di usufruire di diverse agevolazioni presso alberghi, ristoranti ed esercizi in generale.

La carta sarà in vendita nei punti di distribuzione dei titoli di viaggio dell'Amt, nei musei comunali e negli uffici preposti ai servizi turistici.

"Quello che presentiamo è un pacchetto su cultura e turismo che intende accrescere l'attrazione della città su tali versanti. – ha aggiunto l'assessore alla Cultura e al Turismo Orazio Licandro - La reputazione nell'ultimo anno è migliorata, con queste iniziative contiamo di compiere un altro bel passo in avanti. Catania ha una strategia precisa per il turismo e nella valorizzazione dei suoi beni culturali. Un altro forte elemento strutturale in questo senso è il Castello Ursino. La sua fruibilità completa è un altro tassello fondamentale nella nostra strategia generale".

Presentato, dunque, anche il programma che prevede quattro importanti mostre nei prossimi mesi. 'Artisti di Sicilia. Da Pirandello a Iudice', dal 16 gennaio al 16 marzo al Castello Ursino e al Palazzo della Cultura dove sarà ospitata una sezione curata dall'Accademia di belle Arti (Artisti di Sicilia emergenti) dove saranno ospitate le opere di alunni dell'Accademia. 'Diva Agata di Antonio Santacroce', dal 30 gennaio al 30 marzo al Castello Ursino; la mostra si propone come evento espositivo che illustra l'intera produzione dell'artista l'iconografia e contemporaneamente come l'occasione per fare del Castello Ursino, luogo simbolo della città, un centro propulsore di cultura figurativa in cui l'iconografia della tradizione agatina trova un nuovo inedito spazio.Fiore all'occhiello di questa programmazione è la mostra 'Picasso: l'eclettissimo di un genio dal 30 marzo al 30 maggio al Castello Ursino; la mostra, attraverso un corpo espositivo di più di 170 opere tra olii, ceramiche, disegni, serigrafie, fotografie e incisioni, racconterà l'eccletticità del genio incontrastato del '900 e farà di Catania una grande vetrina. Infine, 'pittura e scultura italiana' dal 16 maggio al 30 giugno al Palazzo della Cultura; circa 30 artisti tra i maggiori rappresentanti italiani della Nuova Figurazione fra i quali tra gli altri Aron Demetz, Giuseppe Bergomi, Alessandro Papetti, Velasco Vitali, Agostino Arrivabene, Livio Scarpella e Nicola Verlato.

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Sono stati pochi gli sguardi sorpresi quando Prudential plc, uno dei giganti delle assicurazioni a livello mondiale, ha deciso di fare il suo primo passo sul continente africano. Quando cioè la importante società di base a Londra ha comprato una discreta parte della compagnia Express Life in Ghana. «Ma anche il Kenya e la Tanzania potrebbero diventare le nostre prossime mete», ha recentemente spiegato l'ivoriano Tidjane Thiam, Ceo della Prudential.

«Vogliamo costruire il nostro business in maniera organica, usando l'esperienza con i mercati emergenti in Asia – ha continuato Thiam – , poiché in Africa le sfide sono molto simili». Secondo i dati della compagnia assicurativa Swiss Re, «la regione sub-sahariana, senza contare il Sudafrica, copre appena lo 0.2% del mercato assicurativo mondiale». In un ambiente così inesperto rispetto al mondo delle assicurazioni, i rischi sono molteplici tanto quanto le opportunità.
«Uno dei problemi principali è evitare di concepire l'Africa come un Paese solo – afferma Jonathan Holden, capo della Innovation Group che ha un ufficio in Sudafrica –. La realtà è rappresentata da 54 Paesi con sistemi legali e monetari differenti. Non è quindi una questione di niente o tutto». In Kenya, la più grande economia dell'Africa orientale, le assicurazioni coinvolgono spesso i servizi obbligatori collegati al settore dei motori.

Una dinamica simile avviene in Sudafrica, il più grande mercato dell'Africa con un premio assicurativo totale di 54,4 miliardi di dollari nel 2012. Invece, in Angola e Nigeria, le due più grandi potenze petrolifere del continente, le società d'assicurazione puntano soprattutto al mondo dell'energia. «Rispetto ai premi assicurativi totali calcolati per il 2012 – conferma un rapporto della A.M. Best Company, società statunitense di rating –, i premi provenienti da Sudafrica, Marocco, Nigeria, Egitto, Kenya, Algeria e Angola rappresentano il 90,1%». La povertà che attanaglia l'intero continente nero è uno dei maggiori indici per le assicurazioni che vogliono investire in Africa.

Nonostante questo, sarebbe un errore credere che le assicurazioni prendano di mira solo la crescente borghesia africana. «Guadagnare poco ti fa rimanere sveglio la notte pensando alla possibilità di poter perdere tutto quel poco che hai», commenta Andrew Kuper, fondatore di LeapFrog, un fondo per la micro finanza che investe nelle assicurazioni in Nigeria, Tanzania e Uganda. Tra i clienti della Express Life ghaneana, per esempio, 9 su 10 guadagnano meno di 10 dollari al giorno, mentre un quinto vive con meno di 2,50 dollari al giorno. Inoltre, i servizi offerti possono costare fino a un minimo di 70 centesimi di dollaro.

Purtroppo rimangono ancora molto recenti e ridotte le statistiche sul mondo delle assicurazioni in Africa. Ma secondo Frank O'Neill, direttore della Swiss Re per l'Africa e il Medio Oriente, il futuro assicurativo africano sta rapidamente migliorando: «Ci sono davvero poche società di assicurazione panafricane per ora – afferma O'Neill –, ma in tre o cinque anni penso proprio che le cose cambieranno radicalmente».

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Buone notizie per gli automobilisti italiani: le tariffe delle assicurazioni auto negli ultimi 12 mesi sono diminuite in maniera piuttosto consistente. Infatti, il premio medio RC auto in Italia nel corso del mese di novembre 2014 è stato di 628,05 euro, con un calo di ben 11,39 punti di percentuale rispetto ai 708,80 euro di un anno prima.

L'analisi si è soffermata in particolare su tre profili standard di guidatore che pur confermando il calo generale dei costi, hanno evidenziato ancora una volta il forte squilibrio tariffario tra le varie categorie di automobilisti, con sbalzi anche di mille euro e oltre. Si passa così dai circa 350 euro che pagano annualmente un uomo o una donna sui 35/40 anni alla guida di un veicolo già assicurato e con nessun sinistro negli ultimi cinque anni, ai 1517,14 euro annui di un diciannovenne neopatentato alla sua prima assicurazione.

Squilibri che ovviamente aumentano ulteriormente quando entra in gioco il fattore territoriale, quasi come se, per esempio, il Friuli Venezia-Giulia e la Campania appartenessero a due nazioni differenti. Nel mese di novembre 2014 il premio medio per i guidatori friulani è stato infatti di 430,16 euro (-31,65% rispetto alla media nazionale e -13,80% in confronto allo stesso periodo del 2013), contro i 1249,57 euro degli automobilisti campani (+98,96%, praticamente il doppio della media italiana e comunque in calo, -4,10%, rispetto a un anno fa). La situazione più critica si registra in provincia di Caserta, dove si paga un premio medio Rc auto di 1310,91 euro all'anno, superiore addirittura alla già sufficientemente tragica media campana.

Altre regioni critiche sono la Puglia (929,50 euro, + 48% rispetto alla media in Italia) e la Calabria (871,12, +38,70%), mentre le tariffe assicurazioni auto più basse in assoluto sono quelle della Valle d'Aosta (401,50 euro di premio medio annuo). E' comunque opportuno specificare che non è sempre valido l'assioma "regione del Sud = tariffe più alte". In Sicilia, per fare un esempio, a novembre del 2014 il premio medio è stato di 686,95 euro, simile a quello della Toscana (673,89 euro). E in Basilicata (541,19 euro), Molise (549,81 euro) e Abruzzo (579,5 euro) si paga più o meno quanto in Piemonte (532,89 euro) o in Emilia-Romagna (557,91 euro).

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Si è svolta oggi, con grande successo e riscontro, la prima giornata dell'iniziativa che UniBroker sta portando avanti per diffondere la cultura assicurativa nelle scuole dell'hinterland catanese. La campagna promozionale "Unibroker per la scuola" è rivolta, infatti, ai protagonisti del panorama scolastico, con l'obiettivo di far conoscere, in modo più chiaro ed esaustivo, le coperture di cui tutti possono aver bisogno.


Giuseppe Sirna e Marco Fazio, responsabili commerciali della società di brokeraggio con sede in via Asiago 21/b, saranno presenti all'interno dei locali dell'Istituto nei seguenti giorni: venerdi 21 novembre, lunedì 24 novembre, martedì 25 novembre e tutta la settimana compresa tra il 1 e il 5 dicembre.


In un momento di grande crisi economica, il messaggio che UniBroker intende portare avanti è quello di mettere al sicuro il proprio patrimonio e di salvaguardare tutte le piccole conquiste che ognuno di noi, con spirito di sacrificio, ha portato avanti nella propria vita.


Dal 2015 "UniBroker per la scuola" sarà presente in altri istituti della città etnea, con il proposito di venire incontro alle curiosità e ai quesiti di tutti gli insegnanti, studenti e personale, desiderosi di approfondire le tematiche assicurative inerenti a coperture più sofisticate, come ad esempio nel caso delle polizze sanitarie o delle polizze di accantonamento.

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Nella lista delle emergenze è ormai entrato a pieno titolo il dissesto del territorio italiano - terremoti, frane e alluvioni stanno quasi mettendo in ginocchio intere regioni e il loro tessuto economico industriale - il Paese ha l'occasione per raggiungere due obiettivi: mettere in sicurezza le aree più esposte al rischio di calamità e creare, con gli investimenti necessari sulle infrastrutture, nuove e importanti opportunità di lavoro, come scrive il Sole 24 Ore.

In questo senso, il Piano Italia Sicura da 9 miliardi di investimenti sulle aree a rischio appena lanciato dal governo rappresenta un passo importante sotto entrambi i profili.

Il mondo delle assicurazioni è ovviamente interessato a questa svolta: la copertura assicurativa è, infatti, uno dei cardini per arginare i danni crescenti da terremoti e alluvioni, di cui oggi si fa carico lo Stato con i soldi dei contribuenti. Con costi ovviamente crescenti: per affrontare seriamente il rischio catastrofale – dalle alluvioni, alle frane ai terremoti – l'Ania, l'associazione delle imprese assicurative, ha calcolato che servano non meno di 30 miliardi di euro.

In Francia privati e imprese sono obbligati a stipulare una polizza antincendio sugli immobili, che contiene una clausola contro le calamità naturali, con le compagnie di assicurazioni private e lo Stato interviene con una società di riassicurazione pubblica che offre alle compagnie la possibilità di riassicurarsi a un tasso fisso di cessione.

Anche in Spagna l'assicurazione è obbligatoria.

E in Italia? Secondo uno studio realizzato due anni fa dall'Ania assieme al broker Guy Carpenter su dati Istat, introdurre l'obbligatorietà di queste polizze non sarebbe eccessivamente oneroso per i cittadini.

Il risultato, infatti, è un costo medio attorno ai 75 euro per unità abitativa, di cui 67 euro annui per ogni casa al Nord Italia, 91 euro al Centro e di 72 euro al Sud.

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Rapporti più stretti tra Ivass e Antitrust per la tutela dei consumatori.

I due presidenti, Salvatore Rossi e Giovanni Pitruzzella, hanno firmato un protocollo d'intesa che integra un precedente protocollo generale del 2 agosto 2013 e prevede un maggiore coordinamento per la difesa degli utenti nei rapporti con le imprese di assicurazione e gli intermediari assicurativi.

In particolare, si legge in una nota, il protocollo intende "favorire lo sviluppo della cooperazione attraverso il coordinamento degli interventi istituzionali sui settori di comune interesse, la segnalazione dell'Antitrust all'Ivass di casi in cui, nell'ambito di procedimenti di propria competenza, emergano ipotesi di violazioni da parte degli operatori delle norme alla cui applicazione è preposto l'Ivass e la segnalazione dell'Ivass all'Antitrust di casi in cui, nell'ambito di procedimenti di competenza dell'Istituto, emergano ipotesi di pratiche commerciali scorrette relative al settore assicurativo".

In più sono previsti "lo scambio reciproco di documenti e informazioni sui procedimenti avviati da ciascuna Autorità e la richiesta di parere di Antitrust a Ivass ai fini dell'adozione di provvedimenti nei casi di pratiche commerciali scorrette".

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