Dopo il boom di vendite a gennaio (+10%), arriva il calo del costo delle polizze (-6%) che rende più convenienti gli acquisti di nuove vetture. In ripresa anche il mercato delle moto e degli pneumatici. L'ottimismo di Marchionne.

Per il mercato dell'auto è forse arrivato il momento della ripresa? Pochi indizi non costituiscono una prova, ma i segnali in controtendenza stanno cominciando ad accumularsi con maggiore frequenza. E pur con tutta la prudenza del caso, il fenomeno va analizzato con attenzione. Perché non si tratta solo di un aumento delle auto nuove vendute dai concessionari. I fattori positivi riguardano anche i consumatori, l'industria e la stampa internazionale, che a sua volta si sta interrogando su quanto accade in Italia. "Il 2015, se ce lo giochiamo bene, sarà un grande anno", ha commentato Sergio Marchionne, amministratore delegato di Fiat chrysler automobiles. "Dopo sei-sette anni di mercati distrutti, di gente che non trovava lavoro, il 2015 finalmente sarà l'anno in cui ricomincia il ciclo economico. Bisogna stare molto attenti a non giocarcelo male", ha aggiunto il manager italo-canadese, elogiando il governo Renzi: "Ha fatto in 11 un mesi quello che non è stato fatto in anni interi".

L'ultima notizia positiva arriva proprio dalle fabbriche Fiat, ora Fca (Fiat Chrysler Automotive), dopo la fusione delle attività italiane della famiglia Agnelli con quelle americane di Detroit. Ebbene, Fca ha annullato la cassa integrazione prevista nello stabilimento di Pomigliano a partire dal prossimo 23 febbraio. Il motivo? Lo stabilimento deve essere in grado di soddisfare l'aumento di richieste della Panda. Non solo: secondo quanto comunicato dal sindacato - per una volta non ai ferri corti con l'amministratore delegato Sergio Marchionne - si lavorerà anche al sabato. In particolare, il 14, 21 e 28 febbraio, ma solo nel primo turno. Lo ha annunciato Raffaele Apetino, segretario regionale per il settore auto della Fim Campania, il quale ha sottolinea come si tratti di "una notizia sicuramente positiva, segno di una ripresa del mercato".

Del resto, la rinascita di Pomigliano fa il paio con i dati comunicati dal ministero dei Trasporti per il primo mese dell'anno. A gennaio, il mercato delle auto nuove è partito col botto: la motorizzazione ha immatricolato 131.385 vetture, con un +10,91% rispetto allo stesso mese dell'anno scorso, molte meglio del +2,8% registrato nello scorso dicembre. Un aumento di cui ha beneficiato proprio Fca che ha fatto meglio del mercato: a gennaio, le consegne sono state 37.191, l'11,38% in più dello stesso mese del 2014. La quota totale in Italia del gruppo è così salita al 28,31%

Qualche ragione di ottimismo arriva anche dall'Acea, l'associazione delle case automobilistiche europee che vede uno spiraglio di luce per quanto permangano "incertezze economiche in molti paesi". Nel 2015, secondo Acea, le immatricolazioni cresceranno del 2% in Europa, per avvicinarsi ai 13 milioni di veicoli. Nel 2014, ha ricordato il presidente dell'associazione Carlos Ghosn, le immatricolazioni di autovetture nuove ha registrato +5,7% con 12,6 milioni di unità, "il primo risultato annuale positivo dall'inizio della crisi nel 2007".

Non sembra da meno nemmeno il mercato delle due ruote, che in Italia è cresciuto a gennaio del 2,6% rispetto allo stesso mese 2014: in aumento le vendite sia delle moto sia degli scooter, mentre i 'cinquantini" sono ancora difficoltà. Secondo i dati di Confindustria Ancma, le moto hanno visto 3.806 immatricolazioni (+7,4%), gli scooter 5.408 vendite (+6,3%), mentre per i 'cinquantini' soltanto 1.362 registrazioni (-18,8%).

Infine, fra i segnali positivi va citato anche un passaggio dell'ultimo comunicato di Assogomma, l'associazione degli industriali del settore, che ha evidenziato "un leggero recupero del settore pneumatici che comunque ha saputo limitare dall'inizio della crisi le perdite intorno al 15/20% contro un -40% del mercato delle auto nuove".

Ad alimentare la ripresa potrebbero contribuire le assicurazione RcAuto, i cui prezzi medi sono in calo, merito in parte della sempre maggiore diffusione delle polizze on line. Secondo l'ultima rilevazione condotta dall'Ania (l'associazione che raggruppa le maggiori compagnie), nella media del 2014 il prezzo delle polizze è diminuito del 6% rispetto alla media del 2013, passando da 437 a 411 euro per veicolo (tasse escluse). In due anni, sempre secondo Ania, i prezzi medi delle polizze si sono ridotti del 10%.

"I costi sono in calo dal novembre 2012 - si legge nella nota appena pubblicata dall'associazione - in contrapposizione a quanto è avvenuto in tutti gli altri paesi europei". I Motivi? Secondo Ania, ci sarebbero il prolungarsi della crisi economica che ha limitato l'utilizzo delle auto e diminuito di fatto la frequenza dei sinistri ma anche, la maggiore competitività delle imprese che permette ai consumatori di scegliere l'offerta più conveniente. In buona sostanza, ci sarebbe finalmente un po' di sana concorrenza tra le compagnie da sempre accusate di far pagare le polizze più alte del vecchio Continente.

Accusa confermata subito dopo la pubblicazione dei dati Ania, dall'associazione Codacons:  "La diminuzione è irrilevante: tra il 1994 e il 2013, l'RcAuto ha subito nel nostro paese rincari pari al +250%, portando gli automobilisti italiani ad essere i più tartassati d'Europa".

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Ancora oggi sono tantissime le vetture che circolano in Italia senza assicurazione. Il 5 per cento dei veicoli che circolano sulle strade non sono in regola.

Ancora oggi sono tantissime le vetture che circolano in Italia senza assicurazione, oltre 3 milioni e 800 mila. Non parliamo del fatto che non hanno il contrassegno di solito posto sul parabrezza, ma proprio non sono registrate e quindi assicurate per la circolazione su strada.

I dati che si leggono indicano che nelle nostre strade il 5 per cento dei veicoli che circolano non sono in regola con la copertura assicurativa.

Effettivamente questo dato è sconcertante se si pensa al pericolo che questi automobilisti potrebbero creare non solo a loro ma all’intera società civile.

Non stiamo parlando di pochi veicoli, ma da quanto è emerso dai controlli effettuati, in un unico giorno, da Nord a Sud Italia dalla Polizia stradale. E proprio nel sud del Paese la drammatica percentuale raddoppiata raggiungendo e superando, in alcune province, il 10%.

Qui l’educazione civica e la legalità non hanno certamente trasmesso il giusto sapere, i numeri indicano che in Italia circolano su strada circa 4 milioni di veicoli non assicurati. Se si vuole parlare in % sappiamo che ci aggiriamo intorno al 7-8% del totale degli automezzi; con punte di 11,9% al sud del Paese.

Ma la domanda che molti si pongono è cosa rischiano tutti quegli automobilisti trovati con un veicolo non assicurato?

Il codice della strada all’articolo 193 stabilisce che i veicoli a motore senza guida di rotaie, compresi i filoveicoli e i rimorchi, non possono essere posti in circolazione sulla strada senza la copertura assicurativa a norma delle vigenti disposizioni di legge sulla responsabilità civile verso terzi.

Lo stesso dettato normativo, ha previsto l’applicazione di una sanzione amministrativa pecuniaria di € 848,00, oltre alla sanzione accessoria di cui all’articolo 13, terzo comma, della Legge 24 novembre 1981, n. 689, che impone all’organo accertatore di ordinare l’immediata circolazione sulla strada del veicolo e che il veicolo stesso sia in ogni caso prelevato, trasportato e depositato in luogo non soggetto a pubblico passaggio, individuato in via ordinaria dall’organo accertatore o, in caso di particolari condizioni, concordato con il trasgressore.

Quando l’interessato effettua il pagamento della sanzione, corrisponde il premio di assicurazione per almeno sei mesi e garantisce il pagamento delle spese di prelievo, trasporto e custodia del veicolo sottoposto a sequestro, l’organo di polizia che ha accertato la violazione dispone la restituzione del veicolo all’avente diritto, dandone comunicazione al prefetto.

È opportuno precisare che si può essere soggetti a sanzione amministrativa anche non circolando con un veicolo scoperta da assicurazione. Un veicolo parcheggiato in strada o in un’area pubblica, senza regolare contrassegno o scaduto, può essere soggetto a contravvenzione. Il soggetto che, per diverse motivazioni, non intende rinnovare la polizza al proprio veicolo deve parcheggiarlo in zone private, non aperte alla pubblica circolazione.

Una domanda che spesso viene posta è nel caso di incidente con veicolo non assicurato che cosa occorre fare?

In caso che un cittadino utente sia coinvolta in un sinistro stradale e la controparte non ha provveduto alla stipula del contratto assicurativo, quindi di fatto siamo in presenza di un veicolo non assicurato, si può ugualmente ottenere un risarcimento, ovviamente in assenza di propria colpa e/o responsabilità.

In casi analoghi interviene il Fondo di Garanzia per le Vittime della Strada (istituito con legge del 1969 e oggi amministrato dalla Consap. Il Fondo è alimentato da una quota % (il 2,5%) sui premi pagati dagli automobilisti alle assicurazioni per le polizze assicurative.

È bene chiarire che il Fondo interviene proprio nei casi di sinistri che coinvolgono veicoli non identificati, oppure non assicurati o ancora assicurati con imprese poste in liquidazione coatta amministrativa.

Lo stesso istituto prevede pure la possibilità che il veicolo sia posto in circolazione contro la volontà del proprietario o dell’obbligato solidale e pure per il caso di veicoli esteri con targa non corrispondente.

Le persone rimaste danneggiate hanno l’obbligo di inoltrare richiesta, con apposito modulo di risarcimento danni, con raccomandata A.R alla Consap e all’impresa assicuratrice competente per il luogo dove è avvenuto l’incidente.

Per consultare l’elenco delle compagnie designate si deve accedere al sito della Consap.

Circostanza da tenere in considerazione è che, in tali casi, è previsto un massimale di legge attualmente pari a 2,5 milioni di euro per i danni alle persone e 500.000 euro per quelli alle cose. Nel caso in cui vi siano vittime, a seguito del sinistro, la procedura potrà essere avviata dai familiari/eredi della vittima con le stesse modalità.

Il Fondo, dopo aver valutato la richiesta, che deve essere avvalorata da apposite perizie e dalle dichiarazioni dell’organo di polizia stradale intervenuto per i rilievi di rito, da cui si rilevano i danni, l’identità delle persone coinvolte e delle cose, nonché la località ove si è verificato il sinistro stradale in questione.

Questo induce che è bene soffermarsi a pensare sulle altre conseguenze, ancora peggiori, alle quali si può incorrere se si omette di pagare il contratto assicurativo per la Responsabilità Civile del veicolo, senza contare le implicazioni civili e penali che potrebbero essere insormontabili in caso di incidente.

Assicurate i vostri veicoli, per la vostra e l’altrui tranquillità!

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Mercoledì, 28 Gennaio 2015 07:45

Minimo sforzo ... MASSIMO RISPARMIO!

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Lunedì, 12 Gennaio 2015 06:57

Google si lancia nelle assicurazioni auto

Secondo i rumors, lavora a un sito per confrontare prezzi e acquistare polizze. Il servizio avrebbe ottenuto la licenza in 26 Stati americani. Il colosso non commenta.

Google vuole lanciarsi nel settore americano delle assicurazioni auto fornendo un sito Internet in cui i consumatori possono confrontare i prezzi e acquistare polizze. Il servizio «Google Compare Auto Insurance Services» ha ottenuto la licenza per vendere assicurazioni in 26 Stati a nome di sei gruppi assicurativi. Lo sostiene Ellen Carney, analista di Forrester Research.  

E secondo il California Department of Insurance, l’agenzia preposta a supervisionare la regolamentazione del settore assicurativo nel cosiddetto Golden State, Google il mese scorso è stato autorizzato a vendere polizze attraverso il sito CoverHound. In aggiunta, scrive il Wall Street Journal , il colosso di Mountain View (California) sta lavorando su Comparenow.com, una divisione del gruppo assicurativo britannico Admiral Group che opera in 48 Stati e a Washington DC. Un portavoce di Google ha detto al Wsj di non volere commentare i rumors ma di essere «contento della vostra copertura». Secondo Forrester Research, è da oltre due anni che Google sta lavorando sul fronte assicurativo.  

In Idaho per esempio Google ha la licenza a vendere polizze dall’agosto 2013. Il colosso tecnologico potrebbe dovere fare i conti con resistenze su due fronti: da un lato, le compagnie assicurative, riluttanti a condividere informazioni che in futuro potrebbero aiutare Google a competere contro di loro; dall’altro, le autorità competenti potrebbero mettere ancor più alle strette il gruppo, soprattutto in Europa. Nel Regno Unito per esempio - dove già offre assicurazioni auto e di viaggio - Google è accusata di schiacciare i rivali. 

Il focus di Google nel settore assicurativo online potrebbe accelerare un trend che ha visto Geico, divisione di Berkshire Hathaway, diventare protagonista. E Allstate Insurance ha lanciato vendite online dopo avere acquisito nel 2011 Esurance Insurance Services. Coloro che vendono polizze su Internet hanno costi inferiori rispetto a chi opera attraverso agenti.  

 

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Buone notizie per gli automobilisti italiani: le tariffe delle assicurazioni auto negli ultimi 12 mesi sono diminuite in maniera piuttosto consistente. Infatti, il premio medio RC auto in Italia nel corso del mese di novembre 2014 è stato di 628,05 euro, con un calo di ben 11,39 punti di percentuale rispetto ai 708,80 euro di un anno prima.

L'analisi si è soffermata in particolare su tre profili standard di guidatore che pur confermando il calo generale dei costi, hanno evidenziato ancora una volta il forte squilibrio tariffario tra le varie categorie di automobilisti, con sbalzi anche di mille euro e oltre. Si passa così dai circa 350 euro che pagano annualmente un uomo o una donna sui 35/40 anni alla guida di un veicolo già assicurato e con nessun sinistro negli ultimi cinque anni, ai 1517,14 euro annui di un diciannovenne neopatentato alla sua prima assicurazione.

Squilibri che ovviamente aumentano ulteriormente quando entra in gioco il fattore territoriale, quasi come se, per esempio, il Friuli Venezia-Giulia e la Campania appartenessero a due nazioni differenti. Nel mese di novembre 2014 il premio medio per i guidatori friulani è stato infatti di 430,16 euro (-31,65% rispetto alla media nazionale e -13,80% in confronto allo stesso periodo del 2013), contro i 1249,57 euro degli automobilisti campani (+98,96%, praticamente il doppio della media italiana e comunque in calo, -4,10%, rispetto a un anno fa). La situazione più critica si registra in provincia di Caserta, dove si paga un premio medio Rc auto di 1310,91 euro all'anno, superiore addirittura alla già sufficientemente tragica media campana.

Altre regioni critiche sono la Puglia (929,50 euro, + 48% rispetto alla media in Italia) e la Calabria (871,12, +38,70%), mentre le tariffe assicurazioni auto più basse in assoluto sono quelle della Valle d'Aosta (401,50 euro di premio medio annuo). E' comunque opportuno specificare che non è sempre valido l'assioma "regione del Sud = tariffe più alte". In Sicilia, per fare un esempio, a novembre del 2014 il premio medio è stato di 686,95 euro, simile a quello della Toscana (673,89 euro). E in Basilicata (541,19 euro), Molise (549,81 euro) e Abruzzo (579,5 euro) si paga più o meno quanto in Piemonte (532,89 euro) o in Emilia-Romagna (557,91 euro).

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Troppa pubblicità che può confondere i consumatori, evidenza ad imprese con cui si sono conclusi accordi e da cui si hanno provvigioni, confronti di prodotti disomogenei. Sono alcune delle criticità "di trasparenza e correttezza" dei siti di comparazione delle assicurazioni RC Auto denunciate dall'Ivass, che chiede correttivi entro il 31 gennaio 2015.

Nell'indagine pubblicata sul sito dell'Autorità delle assicurazioni, si spiega che l'attività di verifica ha riguardato 6 siti comparativi: Chiarezza.it, Comparameglio.it, Facile.it, Segugio.it, 6Sicuro.it e Supermoney.it. Tre gli ambiti nei quali sono stati rilevati degli apetti critici: i conflitti di interesse, i criteri per la comparazione, la trasparenza fornita ai consumatori.

"Sul piano dei conflitti di interesse è emerso che i siti comparano solo (o prevalentemente) le imprese con cui hanno stipulato accordi di partnership e da cui percepiscono provvigioni in relazione a ciascun contratto stipulato. Le informazioni presenti sui siti non consentono al consumatore una immediata percezione dell'esistenza di tale conflitto di interesse", si legge nel documento dell'Authority. Per di più, non si indica la "quota di mercato" coperta delle imprese comparate; anzi, viene pubblicizzato un numero di imprese comparate (in genere 18) spesso superiore a quello effettivo.

Sul secondo punto, il modello di comparazione, ci sono molti rilievi. Innanzitutto, "l'indagine ha evidenziato un confronto basato esclusivamente sul prezzo, che non tiene conto dei contenuti delle polizze (massimali, franchigie, rivalse, esclusioni etc..)". In questo modo, il cliente rischia di vedersi assegnato un prodotto non in linea con le sue caratteristiche, e che siano paragonati prodotti tra loro non omogenei. Quando mancano le quotazioni di alcune imprese, non se ne danno giustificazioni. Ma quello che preoccupa è anche "l'assenza di quotazioni per alcuni profili particolarmente sfavorevoli", in base all'età o alla zona dalla quale si effettua la richiesta: "Lascia ritenere che vi possano essere politiche di selezione dei rischi, forse anche concordate con le imprese partner". In pratica, il sospetto è che si escludano quei potenziali assicurati che rappresentano un rischio maggiore per l'assicurazione stessa, a danno però del consumatore.

Una volta entrati nel giro della comparazione, l'Ivass nota come sia difficile rinunciare a orpelli non richiesti nella selezione della assicurazioni: "E' emerso il forzato abbinamento di garanzie accessorie, anche in assenza di richiesta del consumatore, come probabile conseguenza delle politiche remunerative (i siti percepiscono provvigioni maggiori in caso di abbinamento)".

Non mancano poi i messaggi "pubblicitari del tipo 'risparmia fino a 500 euro' o 'compara i migliori prodotti o le migliori imprese', che non risultano fondati su elementi verificabili onon forniscono indicazione sui criteri di valutazione". Da rivedere, per l'Autorità, anche il meccanismo di acquisizione dei consensi sulla privacy (con un solo click, i siti se ne prendono troppi) oltre alla pubblicazione trasparente di informazioni per i consumatori.

Alla luce di questa analisi, entro la fine del gennaio prossimo l'Ivass ha chiesto radicali misure correttive:

- Iindicare in home page l'elenco delle imprese di assicurazione con cui sussistono accordi di partnership ai fini della comparazione e indicare chiaramente che il servizio di comparazione è soggetto a remunerazione da parte di tali imprese;

- Indicare nell'output di comparazione, per ciascuna polizza, le provvigioni corrisposte dall'impresa in caso di conclusione del contratto;

- Dare chiara indicazione della quota di mercato comparata;

- Garantire che il numero delle imprese pubblicizzate ai fini del confronto corrisponda a quello delle imprese effettivamente comparate. In caso di mancata quotazione di una o più imprese, ne deve essere data spiegazione e le quotazioni mancanti vanno comunque fornite in un momento successivo al consumatore;

- Adottare un processo di rilevazione delle esigenze assicurative del cliente e di quotazione tale da esporre un ranking in cui siano presenti solo prodotti rispondenti alle esigenze manifestate dal cliente;

- Non basare la comparazione solo sul prezzo, ma anche sulle caratteristiche "chiave" della polizza, presentando queste ultime secondo uno standard uniforme, in modo da agevolare il confronto tra le diverse offerte;

- Evitare forme di abbinamento forzato delle coperture accessorie alla Rc auto e meccanismi di opt out a carico del consumatore;

- Modificare la procedura di raccolta del consenso privacy e di altre "liberatorie";

- Rivedere i messaggi pubblicitari in linea con la normativa vigente in materia di pubblicità ingannevole.

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Lunedì, 17 Novembre 2014 13:40

Prima di rinnovare la tua polizza ...

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Conto alla rovescia per l'obbligo di comunicare alla motorizzazione civile il reale utilizzatore di auto, moto e rimorchi, in vigore dal 3 novembre 2014. La norma, prevista dalla riforma del Codice della strada del 2010, attuata da un regolamento del 2012 e resa operativa dopo l'adeguamento informatico degli archivi della motorizzazione civile, riguarda i soggetti, persone fisiche o giuridiche, diverse dall'intestatario del veicolo che ne hanno la disponibilità per periodi superiori a 30 giorni. In pratica le aziende e i propri dipendenti, le società di noleggio e i loro clienti ma anche chi lo ha in virtù di un affidamento in custodia giudiziale e chi lo concede in comodato gratuito.

In tutti questi casi, ma solo per gli atti successivi al 3 novembre bisogna fare un'intestazione temporanea, che non è un passaggio di proprietà ma che in alcuni casi comporta un aggiornamento della carta di circolazione, cioè l'invio, da parte della motorizzazione, di un "tagliando" da applicare al "libretto" con le generalità della persona che utilizza stabilmente il veicolo. Operazione che nel migliore dei casi (noleggio a lungo termine) costa 9 euro di "diritti motorizzazione", negli altri casi 9 di diritti più altri 16 euro di imposta di bollo. Insomma, un appesantimento burocratico e un ulteriore costo che però, bisogna ammetterlo, in molti casi (gestione delle multe, anche nella prospettiva dell'istituzione della banca dati unica nazionale delle violazioni, e coperture assicurative), serve obiettivamente a fare chiarezza e che, in teoria, può comportare un risparmio per società di noleggio e per i comodatari. Ma vediamo nel dettaglio come "funziona".

Chi riguarda. Premesso che l'obbligo non riguarda i veicoli di familiari conviventi, dice la circolare ministeriale che in caso del comodato, possono concedere l'utilizzo del veicolo esclusivamente il proprietario, il locatario (nel caso di leasing), l'usufruttuario e l'acquirente (in caso di acquisto con patto di riservato dominio) previo assenso del venditore. Ciò significa che il comodatario non può a sua volta concedere ad altri l'uso del veicolo (subcomodato). Il comodatario può essere sia un a persona fisica sia una persona giuridica. Nel caso della locazione senza conducente, invece, il concedente è ovviamente una società di noleggio, a lungo o a breve termine.

Chi deve inviare la comunicazione. Chiunque, persona fisica o giuridica, abbia la temporanea disponibilità, per un periodo superiore a 30 giorni, di un veicolo intestato a un terzo nei seguenti casi:
- a titolo di comodato
- in forza di un provvedimento di affidamento in custodia giudiziale
- in forza di un contratto di locazione senza conducente (in questo caso la comunicazione è effettuata dal locatore).

Nel caso in cui il veicolo sia a noleggio, la comunicazione dev'essere inviata a cura della società di noleggio.

Come si fa. In caso di comodato, bisogna inviare al ministero delle infrastrutture apposita domanda alla quale devono essere allegati:
- dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorietà con la quale il comodante attesta di aver posto il veicolo nella disponibilità del comodatario (in caso di leasing occorre anche l'assenso del locatore);
- fotocopia di un documento di identità;
- attestazione di versamento di 16 euro sul c.c.p. n. 4028 (imposta di bollo) e di 9 euro sul c.c.p. n. 9001 (diritti motorizzazione).

Il ministero invierà un tagliando di aggiornamento della carta di circolazione con annotato il nome, il cognome, il luogo e la data di nascita, la residenza del comodatario (la sede in caso di persona giuridica). Quando il veicolo rientra nella piena disponibilità dell'intestatario, questi può ottenere la cancellazione dell'annotazione mediante richiesta di duplicato della carta di circolazione.

In caso di locazione senza conducente, invece, occorre inviare comunicazione appositamente predisposta, oltre all'attestazione del versamento di 9 euro (non va pagata l'imposta di bollo). In questo caso il ministero invierà un semplice ricevuta di assolvimento dell'obbligo di legge che non sarà necessario avere a bordo ai fini della circolazione. Da notare che il locatore può presentare un'unica comunicazione cumulativa riguardante i contratti stipulati nell'arco di 30 giorni, con delega di ciascun locatario e un unico versamento cumulativo per i diritti di motorizzazione dovuti.

Quando. La norma si applica a tutte le variazioni che interverranno a decorrere dal 3 novembre 2014. Le variazioni antecedenti potranno essere comunicate volontariamente ma in caso di inadempimento non è prevista alcuna sanzione.

La multa. Altissima la multa per chi viola la norma: 705 euro più il ritiro della carta di circolazione, che la motorizzazione rinnoverà dopo che ci si sarà messi in regola.

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Rapporti più stretti tra Ivass e Antitrust per la tutela dei consumatori.

I due presidenti, Salvatore Rossi e Giovanni Pitruzzella, hanno firmato un protocollo d'intesa che integra un precedente protocollo generale del 2 agosto 2013 e prevede un maggiore coordinamento per la difesa degli utenti nei rapporti con le imprese di assicurazione e gli intermediari assicurativi.

In particolare, si legge in una nota, il protocollo intende "favorire lo sviluppo della cooperazione attraverso il coordinamento degli interventi istituzionali sui settori di comune interesse, la segnalazione dell'Antitrust all'Ivass di casi in cui, nell'ambito di procedimenti di propria competenza, emergano ipotesi di violazioni da parte degli operatori delle norme alla cui applicazione è preposto l'Ivass e la segnalazione dell'Ivass all'Antitrust di casi in cui, nell'ambito di procedimenti di competenza dell'Istituto, emergano ipotesi di pratiche commerciali scorrette relative al settore assicurativo".

In più sono previsti "lo scambio reciproco di documenti e informazioni sui procedimenti avviati da ciascuna Autorità e la richiesta di parere di Antitrust a Ivass ai fini dell'adozione di provvedimenti nei casi di pratiche commerciali scorrette".

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Martedì, 26 Agosto 2014 13:27

Targa System, 100 multe in due ore

Esordio col botto per il sistema di nuove telecamere in dotazione alla Polizia Locale che scoprono in automatico eventuali infrazioni riguardanti assicurazioni e revisioni.


Brutte notizie per chi si ostina a circolare con l’assicurazione scaduta o senza aver effettuato la revisione. E' infatti entrato in funzione il sistema portatile per l’identificazione di veicoli non assicurati, rubati, con revisione scaduta e sottoposti a fermo amministrativo. E in poche ore ha "fatto una strage".

A Ciampino (Roma), nelle prime due ore ha piazzato 100 multe su 600 auto controllate, tra le quale 36 per assicurazione scaduta e 48 per mancata revisione.

Come funziona? La telecamera (a colori per un riconoscimento più immediato) posizionata a lato strada cattura l’immagine del veicolo, anche a velocità superiori a 90 Km/h, la invia al computer portatile alla quale è collegata che riconosce la targa. Il software memorizza l’immagine ed invia la targa ai database collegati (Ministero dell’Interno, MCTC, ecc.), via internet. Nel caso il veicolo risulti non regolare viene visualizzata l’immagine con l’indicazione della anomalia riscontrata. Il personale addetto segnala alla pattuglia posta a valle quale veicolo fermare ed il tipo di allarme indicato dal sistema (furto, assicurazione, revisione, black list. Altrimenti la multa viene recapitata a domicilio. I tempi di risposta medi del data base non superano i 3 secondi (variabile secondo la velocità di trasmissione dei dati e tempo di risposta dei database) ma di solito basta 1 secondo.

Le multe sono salatissime: 841 euro per assicurazione scaduta, 168 euro per chi non ha fatto la revisione entro i tempi previsti e 1.998 euro per chi circola su auto sottoposte a sequestro.

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