Secondo alcune associazioni chi le accetta rischia di non poter beneficiare della legge Bersani. Ivass: "Stiamo verificando"

Una polizza Rc auto in omaggio per un anno. E' lo slogan della maggior parte di concessionarie e case automobilistiche che, in tempi di crisi, attraggono possibili clienti con offerte sempre più allettanti. Dodici mesi senza tirare fuori il portafogli, ma poi? A quanto risulta da alcune testimonianze, raccolte dall'Adnkronos, l'anno gratuito può costare caro. C'è il rischio che in molti casi si perda l'agevolazione, prevista dalla legge Bersani, che permette di 'usare' la classe di merito di un familiare con la stessa residenza.

E' il caso di Giacomo, neopatentato, con la prima macchina rossa fiammante in arrivo, regalo della promozione, nuovissima e con la Rc auto gratis per i successivi dodici mesi. "E' la seconda quattroruote in famiglia" racconta il padre che da anni non ha un incidente ed è in prima classe. "Sapevo che per la legge Bersani mio figlio poteva 'ereditarla' e, quindi, non mi sono preoccupato. Ma quando sono andato dal mio agente ho fatto una brutta scoperta. Passato un anno, quello gratuito, non si potrà più usufruire dell'agevolazione perché valida solo alla prima assicurazione dall'acquisto". Risultato? Il prezzo da pagare è quintuplicato. Una bella 'batosta' per tutto il nucleo familiare.

Ipotesi confermata dalla stessa Associazione Nazionale Imprese Assicurative. "Al termine dei dodici mesi di durata del contratto gratuito il ragazzo, in base a quanto previsto dalla legge Bersani, a nostro avviso non potrebbe più 'ereditare' la classe di merito

del padre" spiegano dalla Direzione Auto dell'Ania.

"Il ragazzo potrebbe beneficiare della classe di merito del padre soltanto al momento in cui acquista la macchina (nuova o usata) e stipula il primo contratto gratuito come proprietario di questa macchina, sempre che il contratto 'gratis' preveda la tariffa bonus malus - spiega l'Ania -. Al termine dell'anno di copertura gratuita, invece, non è più applicabile la legge Bersani appunto perché il ragazzo sta assicurando per la seconda volta una macchina già di sua proprietà".

Caso diverso, ma con un epilogo simile, quello segnalato dalla coppia partenopea Rosaria, classe 1950, e Gianni, 71 anni, da sempre in prima. "Mia moglie ha comprato una macchina nuova - dice - siamo stati ben felici dei tre anni di Rc auto gratis. Della legge Bersani non sapevo nulla, non credevo che potesse 'ereditare' la mia prima, ma ha avuto anche un altro problema". Scaduti i trentasei mesi, Rosaria e Gianni sono andati dall'assicuratore che "gli ha dato la brutta notizia". "La signora va in quattordicesima, i tre anni gratuiti non valgono nel conteggio" ci ha detto.

"Succede perché manca la storia assicurativa", dice il presidente di Konsumer, Fabrizio Premuti, e rischi di dover "ripartire dalla diciottesima perché la Rc auto è finita in un brogliaccio come tanti".
"Quello è un libro matricola, aperto dalla concessionaria, in cui vengono annotate le targhe delle auto che vengono vendute. Il proprietario vero, cioè quello che guida, non ha la polizza, intestata a lui, ma sta circolando con un brogliaccio, dove sono riportate tante targhe. Quindi il certificato assicurativo ce l'ha il concessionario, ma non è relativo al singolo veicolo, ma relativo al libro matricola".

Un gran numero di cittadini si sono rivolti ai nostri uffici sul territorio con questo problema. "Quello che non viene detto con chiarezza - denuncia Premuti - è che si viene inseriti in una polizza collettiva con franchigia, quindi con una partecipazione economica dell'assicurato in caso di incidente che può essere di duecentocinquanta euro come cinquecento". Farsi regalare la Rc auto? "No, meglio chiedere uno sconto" suggerisce Premuti.

Sul piede di guerra anche gli assicuratori stessi che si trovano 'con le mani legate'. "La legge è chiara - spiega un agente della capitale - certo non è piacevole vedere il cliente che esce arrabbiato dall'ufficio. Mica gli posso dire: facevi meglio a non accettare e a chiedere uno sconto". "La Bersani si può applicare solo in fase di voltura o di nuova immatricolazione ormai qui il danno è fatto - replica un suo collega, spingendosi fino a sostenere che i clienti "dovrebbero fare una richiesta danni a chi gli ha fornito l'assicurazione".

La questione è all'attenzione dell'Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni. "Stiamo esaminando le caratteristiche e le modalità di presentazione ai consumatori di questo tipo di polizze Rc auto offerte in omaggio dai concessionari di auto - spiegano all'Adnkronos dall'Ivass - per verificare le conseguenze che possono derivare al consumatore dall'offerta di polizze di tale tipologia e se il consumatore sia adeguatamente informato, al momento dell'acquisto del veicolo, sulla copertura assicurativa che gli viene offerta. Il consiglio per i consumatori è comunque quello di leggere con attenzione le condizioni del contratto Rc auto che viene loro proposto".

Se sull'argomento la Federauto, l'associazione che riunisce i concessionari presenti sul territorio, ritiene di "non dover intervenire", un rivenditore della capitale ha deciso di "dire no, non ci sto". "Per non vedere il cliente tornare, dopo un anno, imprecando - ha raccontato il titolare che vuole rimanere anonimo, "niente nome, per carità" - ho preferito evitare di proporre l'omaggio. Ho fatto, diciamo così, obiezione di coscienza".

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L'IVASS, l'istituto di Vigilanza italiano sulle assicurazioni, non solo tutela il cittadino in prima persona, ma lo aiuta anche a tutelarsi da solo. Infatti nel suo portale sull'educazione assicurativa sono presenti una serie di manuali da scaricare, stampare e leggere, tra qui l'interessante "Le polizze connesse ai mutui e ai finanziamenti".

Spesso il binomio polizza-mutuo/finanziamento, rappresenta un'incognita per chi ne deve stipulare uno. Infatti le Payment Protection Insurance sono nate con lo scopo di proteggere il consumatore nel caso avvenga un evento che gli impedisca di continuare a pagare. Certo, protezione per il consumatore ma soprattutto per le banche, che vedono così tutelati i propri investimenti. E' necessario quindi capire bene perchè accollarsi un'ulterire spesa, oltre a quella già pesante del mutuo.

Comunque questo interessante manuale è diviso in 3 parti. Nella prima si spiega in maniera molto chiara cosa sono le polizze legate a mutui e finanziamenti, a cosa servono, che ne esistono sia di collettive che di individuali e quali aspetti è meglio valutare prima di stipularne una. Vengono poi trattati i casi specifici di polizze che proteggono da infortuni, malattie, caso morte e perdita del lavoro.

Nella seconda parte invece si spiega cosa è necessario fare prima di stipulare una di queste polizze. Dovete quindi controllare che il prodotto sia adeguato a ciò che state cercando, controllare i documenti contrattuali, cosa dovete fare se c'è un sinistro, per avere un indennizzo o se si estingue anticipatamente il mutuo.

C'è infine un'utile sezione che spiega come poter presentare un reclamo in caso di necessità ed un mini glossario con tutti i termini più utilizzati.

Si tratta di uno strumento davvero utile, per chi decide di stipulare un mutuo o chiedere un finanziamento, e nella stessa sezione è possibile trovare altri manuali dedicati alle assicurazioni della responsabilità civile, alle assicurazioni r.c. auto e alle assicurazioni vita, solo per citarne alcuni.

Conoscere è sempre il miglior metodo di difesa: soprattutto in campo assicurativo!

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Buone notizie per gli automobilisti italiani: le tariffe delle assicurazioni auto negli ultimi 12 mesi sono diminuite in maniera piuttosto consistente. Infatti, il premio medio RC auto in Italia nel corso del mese di novembre 2014 è stato di 628,05 euro, con un calo di ben 11,39 punti di percentuale rispetto ai 708,80 euro di un anno prima.

L'analisi si è soffermata in particolare su tre profili standard di guidatore che pur confermando il calo generale dei costi, hanno evidenziato ancora una volta il forte squilibrio tariffario tra le varie categorie di automobilisti, con sbalzi anche di mille euro e oltre. Si passa così dai circa 350 euro che pagano annualmente un uomo o una donna sui 35/40 anni alla guida di un veicolo già assicurato e con nessun sinistro negli ultimi cinque anni, ai 1517,14 euro annui di un diciannovenne neopatentato alla sua prima assicurazione.

Squilibri che ovviamente aumentano ulteriormente quando entra in gioco il fattore territoriale, quasi come se, per esempio, il Friuli Venezia-Giulia e la Campania appartenessero a due nazioni differenti. Nel mese di novembre 2014 il premio medio per i guidatori friulani è stato infatti di 430,16 euro (-31,65% rispetto alla media nazionale e -13,80% in confronto allo stesso periodo del 2013), contro i 1249,57 euro degli automobilisti campani (+98,96%, praticamente il doppio della media italiana e comunque in calo, -4,10%, rispetto a un anno fa). La situazione più critica si registra in provincia di Caserta, dove si paga un premio medio Rc auto di 1310,91 euro all'anno, superiore addirittura alla già sufficientemente tragica media campana.

Altre regioni critiche sono la Puglia (929,50 euro, + 48% rispetto alla media in Italia) e la Calabria (871,12, +38,70%), mentre le tariffe assicurazioni auto più basse in assoluto sono quelle della Valle d'Aosta (401,50 euro di premio medio annuo). E' comunque opportuno specificare che non è sempre valido l'assioma "regione del Sud = tariffe più alte". In Sicilia, per fare un esempio, a novembre del 2014 il premio medio è stato di 686,95 euro, simile a quello della Toscana (673,89 euro). E in Basilicata (541,19 euro), Molise (549,81 euro) e Abruzzo (579,5 euro) si paga più o meno quanto in Piemonte (532,89 euro) o in Emilia-Romagna (557,91 euro).

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Troppa pubblicità che può confondere i consumatori, evidenza ad imprese con cui si sono conclusi accordi e da cui si hanno provvigioni, confronti di prodotti disomogenei. Sono alcune delle criticità "di trasparenza e correttezza" dei siti di comparazione delle assicurazioni RC Auto denunciate dall'Ivass, che chiede correttivi entro il 31 gennaio 2015.

Nell'indagine pubblicata sul sito dell'Autorità delle assicurazioni, si spiega che l'attività di verifica ha riguardato 6 siti comparativi: Chiarezza.it, Comparameglio.it, Facile.it, Segugio.it, 6Sicuro.it e Supermoney.it. Tre gli ambiti nei quali sono stati rilevati degli apetti critici: i conflitti di interesse, i criteri per la comparazione, la trasparenza fornita ai consumatori.

"Sul piano dei conflitti di interesse è emerso che i siti comparano solo (o prevalentemente) le imprese con cui hanno stipulato accordi di partnership e da cui percepiscono provvigioni in relazione a ciascun contratto stipulato. Le informazioni presenti sui siti non consentono al consumatore una immediata percezione dell'esistenza di tale conflitto di interesse", si legge nel documento dell'Authority. Per di più, non si indica la "quota di mercato" coperta delle imprese comparate; anzi, viene pubblicizzato un numero di imprese comparate (in genere 18) spesso superiore a quello effettivo.

Sul secondo punto, il modello di comparazione, ci sono molti rilievi. Innanzitutto, "l'indagine ha evidenziato un confronto basato esclusivamente sul prezzo, che non tiene conto dei contenuti delle polizze (massimali, franchigie, rivalse, esclusioni etc..)". In questo modo, il cliente rischia di vedersi assegnato un prodotto non in linea con le sue caratteristiche, e che siano paragonati prodotti tra loro non omogenei. Quando mancano le quotazioni di alcune imprese, non se ne danno giustificazioni. Ma quello che preoccupa è anche "l'assenza di quotazioni per alcuni profili particolarmente sfavorevoli", in base all'età o alla zona dalla quale si effettua la richiesta: "Lascia ritenere che vi possano essere politiche di selezione dei rischi, forse anche concordate con le imprese partner". In pratica, il sospetto è che si escludano quei potenziali assicurati che rappresentano un rischio maggiore per l'assicurazione stessa, a danno però del consumatore.

Una volta entrati nel giro della comparazione, l'Ivass nota come sia difficile rinunciare a orpelli non richiesti nella selezione della assicurazioni: "E' emerso il forzato abbinamento di garanzie accessorie, anche in assenza di richiesta del consumatore, come probabile conseguenza delle politiche remunerative (i siti percepiscono provvigioni maggiori in caso di abbinamento)".

Non mancano poi i messaggi "pubblicitari del tipo 'risparmia fino a 500 euro' o 'compara i migliori prodotti o le migliori imprese', che non risultano fondati su elementi verificabili onon forniscono indicazione sui criteri di valutazione". Da rivedere, per l'Autorità, anche il meccanismo di acquisizione dei consensi sulla privacy (con un solo click, i siti se ne prendono troppi) oltre alla pubblicazione trasparente di informazioni per i consumatori.

Alla luce di questa analisi, entro la fine del gennaio prossimo l'Ivass ha chiesto radicali misure correttive:

- Iindicare in home page l'elenco delle imprese di assicurazione con cui sussistono accordi di partnership ai fini della comparazione e indicare chiaramente che il servizio di comparazione è soggetto a remunerazione da parte di tali imprese;

- Indicare nell'output di comparazione, per ciascuna polizza, le provvigioni corrisposte dall'impresa in caso di conclusione del contratto;

- Dare chiara indicazione della quota di mercato comparata;

- Garantire che il numero delle imprese pubblicizzate ai fini del confronto corrisponda a quello delle imprese effettivamente comparate. In caso di mancata quotazione di una o più imprese, ne deve essere data spiegazione e le quotazioni mancanti vanno comunque fornite in un momento successivo al consumatore;

- Adottare un processo di rilevazione delle esigenze assicurative del cliente e di quotazione tale da esporre un ranking in cui siano presenti solo prodotti rispondenti alle esigenze manifestate dal cliente;

- Non basare la comparazione solo sul prezzo, ma anche sulle caratteristiche "chiave" della polizza, presentando queste ultime secondo uno standard uniforme, in modo da agevolare il confronto tra le diverse offerte;

- Evitare forme di abbinamento forzato delle coperture accessorie alla Rc auto e meccanismi di opt out a carico del consumatore;

- Modificare la procedura di raccolta del consenso privacy e di altre "liberatorie";

- Rivedere i messaggi pubblicitari in linea con la normativa vigente in materia di pubblicità ingannevole.

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Rapporti più stretti tra Ivass e Antitrust per la tutela dei consumatori.

I due presidenti, Salvatore Rossi e Giovanni Pitruzzella, hanno firmato un protocollo d'intesa che integra un precedente protocollo generale del 2 agosto 2013 e prevede un maggiore coordinamento per la difesa degli utenti nei rapporti con le imprese di assicurazione e gli intermediari assicurativi.

In particolare, si legge in una nota, il protocollo intende "favorire lo sviluppo della cooperazione attraverso il coordinamento degli interventi istituzionali sui settori di comune interesse, la segnalazione dell'Antitrust all'Ivass di casi in cui, nell'ambito di procedimenti di propria competenza, emergano ipotesi di violazioni da parte degli operatori delle norme alla cui applicazione è preposto l'Ivass e la segnalazione dell'Ivass all'Antitrust di casi in cui, nell'ambito di procedimenti di competenza dell'Istituto, emergano ipotesi di pratiche commerciali scorrette relative al settore assicurativo".

In più sono previsti "lo scambio reciproco di documenti e informazioni sui procedimenti avviati da ciascuna Autorità e la richiesta di parere di Antitrust a Ivass ai fini dell'adozione di provvedimenti nei casi di pratiche commerciali scorrette".

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Un iter travagliato. Da alcune recenti statistiche risulta che i danni provocati dalle catastrofi naturali, nel periodo 1944/2012, sono costati allo Stato più di 240 miliardi di euro e, solo nel 2013, oltre 3 miliardi di euro. Si tratta di un risarcimento che non stupisce se si pensa che l'Italia è stato classificato come il secondo Paese europeo per rischio sismico e sesto per quello di inondazioni. Proprio in riferimento agli ultimi eventi intercorsi si è ritornati a discutere sulla eventuale necessità di introdurre una polizza anti-calamità obbligatoria per tutti gli edifici.

Per onor di cronaca è opportuno ricordare che nel lontano 2004, il testo delle finanziaria prevedeva una assicurazione obbligatoria sugli immobili che provocò un giudizio negativo da parte dell'Autorità Garante della concorrenza il quale ha osservato che "la soluzione prescelta con la disposizione in esame genera un assetto ibrido del settore che potrebbe compromettere l'esplicarsi della concorrenza a danno dei consumatori e del benessere complessivo". Successivamente, in sede di approvazione della Finanziaria 2007, fu presentato un emendamento che proponeva di destinare i 50 milioni di euro inizialmente stanziati per la polizza, ad un fondo di garanzia gestito dalla Consap, ossia dalla compagnia di assicurazione pubblica che gestisce già altri fondi. Il disegno di Legge estendeva ai "fabbricati privati" un Fondo di garanzia destinato ad avviare un regime assicurativo volontario per la copertura dei rischi derivanti da calamità naturali. Anche questo tentativo naufragò in quanto l'emendamento non trovò l'approvazione. Arriviamo al 2010 dove La Finanziaria 2010 destinò un miliardo di euro al Piano Straordinario contro il rischio idrogeologico. Infine è importante ricordare che la polizza contro i terremoti e le altre calamità era già stata prevista dal governo Monti, in occasione della riforma della Protezione Civile (D.L. 59/2012), ma non fu mai convertita in legge in quanto, in Parlamento, si intervenne per abolire l'art. 2 che prevedeva un regolamento di attuazione della polizza assicurativa per gli immobili privati su base volontaria al fine di "garantire adeguati, tempestivi ed uniformi livelli di soddisfacimento delle esigenze di riparazione e ricostruzione".

Le soluzioni adottate dagli altri Paesi. Gli altri Paesi esteri, come gli Stati Uniti, il Giappone, ma anche la Spagna e la Francia, per far fronte al rischio catastrofale, hanno optato per dei sistemi che si basano sulla collaborazione tra pubblico e privato, che ripartisce fra Stato e assicuratori la responsabilità del risarcimento in caso di sinistro. Mentre in Italia, il costo di tali risarcimenti viene ripartito tra i cittadini attraverso la fiscalità. Ma se finora questo modello di intervento ex post da parte della fiscalità generale si è rivelato in grado di affrontare situazioni di grande difficoltà, adesso le risorse pubbliche sembrano del tutto insufficienti a far fronte ad ulteriori risarcimenti ex post.

La proposta. Recentemente è stata avanzata una proposta, proveniente dal mondo assicurativo, secondo la quale lo Stato continui a partecipare a una predeterminata percentuale del danno subito, per esempio il 50%, e che la quota di rischio esclusa dall'intervento pubblico sia coperta da una polizza privata, di natura obbligatoria, sottoscritta dai proprietari di abitazione. Secondo gli addetti ai lavori, a beneficiare sarebbe oltre che i conti pubblici, anche i cittadini i quali godrebbero di una maggiore tempestività nei risarcimenti e di nuovi sgravi fiscali. Infatti, la soluzione deve prevedere incentivi fiscali volti a contenere i costi del sistema per gli assicurati, favorendo l'effettiva diffusione delle coperture. A ciò si deve aggiungere che i proprietari delle abitazioni, sostenendo una piccola spesa, potrebbero contare su risarcimenti certi e tempestivi. Senza contare il sistema virtuoso che la proposta innescherebbe sul versante della sicurezza: i prezzi delle coperture sarebbero correlati alle misure di prevenzione adottate dai proprietari, comportando una progressiva riqualificazione del patrimonio edilizio.

Le reazioni. Mentre il ministro dello Sviluppo economico, Federica Guidi, guarda con favore a questa possibilità, per la strutturale riduzione del costo dei risarcimenti di almeno un miliardo di euro all'anno che produrrebbe, e si dice propensa a modificare l'attuale normativa, molti leggono questa proposta, per l'obbligatorietà che comporterebbe, come una nuova tassa sulla casa.

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Risparmiare sulla Rc auto è possibile, ma può nascondere qualche rischio. Gli italiani da anni pagano i prezzi più alti d'Europa per l'assicurazione obbligatoria sui veicoli, ma sul mercato c'è un'offerta ampia. La ricerca del risparmio non passa solo da un confronto tra i prezzi, ma anche da un'analisi attenta del contenuto della polizza: un costo più contenuto rispetto ad altre offerte può nascondere, per esempio, il divieto di far guidare il veicolo ai giovani fino a 25-26 anni. Così prima di scegliere a quale compagnia affidare la vostra auto valutate bene tutti i rischi. Ecco alcuni punti da tenere d'occhio sulle polizze per evitare amare sorprese.

Rc velox  - L'assicurazione obbligatoria va rinnovata con la massima attenzione. Non è più vero che sia difficile essere scoperti se si circola senza assicurazione obbligatoria: anche per questa infrazione stanno cominciando a prendere piede i controlli automatici, che consentono verifiche a tappeto e non più a campione. I corpi di polizia locale hanno iniziato ad usare le apparecchiature di controllo stanno sperimentando un'impennata dei verbali per mancata copertura Rc Auto. E potrebbero aumentare ancora. Infatti per il momento i controlli automatici sono previsti dal Codice della Strada ma gli apparecchi non hanno ancora l'omologazione del ministero delle Infrastrutture. Quando gli apparecchi saranno utilizzabili in automatico non servirà avere più pattuglie sul campo per individuare i veicoli non in regola.

La scelta - Sul fronte invece delle compagnie invece occhio al tacito rinnovo. Non ci sono più dubbi o calcoli, come racconta il Sole 24 Ore, su quando si deve decidere se cambiare compagnia alla scadenza della polizza. Dall'autunno 2012 le coperture Rc auto non sono più soggette al tacito rinnovo e quindi alla scadenza si può anche scegliere un'offerta di un'altra assicurazione.

Carta - Per scegliere la polizza giusta valutate sempre il prezzo in base al grado di copertura offerto. L'esame deve prendere in considerazione non solo le eventuali garanzie che non rientrano strettamente nella Rc Auto e vengono talvolta date in omaggio assieme ad essa: occhio a i casi in cui la copertura non opera. Ovvero quando l'assicurazione risarcisce regolarmente il danneggiato ma che poi si rivale sul suo cliente. Un esempio classico è il caso in cui si circoli con revisione scaduta o gomme non ammesse e l'uso del mezzo per scopi diversi consentiti dalla carta di circolazione.

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Martedì, 22 Luglio 2014 12:15

Ivass,accende un faro sulle polizze occulte

L’Ivass ha acceso un faro sulle polizze ‘occulte’ abbinate a pacchetti vacanza, conti correnti bancari, contratti telefonici o di fornitura di gas e acqua,che i consumatori sono spesso ignari di aver siglato oppure dai costi non chiari malgrado a volte siano dichiarate gratuite.

A tale scopo è stato pubblicato sul sito IVASS il rapporto “Sei assicurato e forse non lo sai” – nel quale sono riportati i risultati dell’indagine conoscitiva sulle coperture assicurative collegate a prodotti o servizi di natura non assicurativa.

L’indagine ha fatto luce su un fenomeno di larga diffusione in ltalia che coinvolge più di 15 milioni di assicurati con oltre 1.600 tipologie di “pacchetti” offerti a seguito di accordi commerciali tra imprese di assicurazione ed operatori economici di varia natura. Tra questi spiccano agenzie di viaggi e tour operators, concessionari auto, istituti bancari, aziende per la fornitura di energia elettrica, gas e acqua, aziende di trasporto marittimo o aereo, aziende produttrici o distributrici di beni di largo consumo, federazioni nazionali e associazioni sportive.

Spesso, spiega IVASS, le coperture assicurative sono parte integrante di offerte commerciali che comprendono beni o servizi di natura non assicurativa (all inclusive) oppure sono distinte ed abbinabili al bene o servizio principale. In molti casi viene dichiarata la gratuità della copertura assicurativa, aspetto che dovrà essere approfondito per accertare che i relativi costi non siano ribaltati sui consumatori dai fornitori del bene/servizio principale.

Obiettivo dell’Ivass è di garantire che il consumatore sia consapevole di aderire a coperture assicurative nel momento in cui acquista beni o servizi di altra natura e dei relativi costi, al fine di beneficiarne in caso di bisogno. Dall’indagine sono emerse criticità che attengono alla conoscibilità delle garanzie, alle modalità di adesione e di scioglimento del contratto ed allachiara esplicitazione dei costi, sui quali l’Ivass sta predisponendo alcune linee di intervento.

L’authority ha fatto sapere che le risultanze dell’indagine sono state trasmesse anche all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, al Garante della Privacy e all’Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico per i profili di rispettiva competenza e per valutare l’opportunità di attivare azioni congiunte a tutela dei consumatori. 

L’indagine è stata trasmessa anche alle associazioni dei consumatori che proprio in queste ore stanno mostrando il loro apprezzamento per l’intervento dell’Autorità e con cui Ivass e in costante contatto, al fine di offrire loro lo spunto per eventuali ulteriori iniziative e per favorire una proficua collaborazione in relazione al fenomeno osservato.

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