PIAZZA ARMERINA. "Quello che ho fatto per me è normale". Un immigrato nigeriano disoccupato trova oltre 4 mila euro sul marciapiede e li consegna subito ai carabinieri. Un’ora dopo il legittimo proprietario, residente a Palermo, si presenta dai militari per denunciare lo smarrimento dell’ingente somma e torna in possesso del denaro. La storia è di quelle che fanno sempre notizia. Ma in un periodo storico di forte crisi economica e tragiche tensioni sociali, come quello in atto, nel quale il tema dell’immigrazione ogni giorno anima il dibattito pubblico e provoca reazioni in alcuni casi scomposte, fino a sconfinare nel razzismo, la vicenda è destinata a fare più rumore del solito. Il protagonista del gesto è Samuel Ademokun Oladeji, 43 anni, in possesso di regolare permesso di soggiorno, celibe e per ora senza lavoro, ma in attesa di tornare in Germania dove ha lavorato nei mesi scorsi e vuole tornare nei prossimi giorni.

Lo incontriamo in piazza Generale Cascino, assieme ad un suo amico, Iddris, a poche centinaia di metri dalla casa di alcuni amici che lo ospitano per alcuni giorni, in attesa di ricevere dalla Questura di Enna il rinnovo dei documenti. «Stavamo camminando quando ho visto i soldi a terra, li ho raccolti e li ho portati ai carabinieri», dice Samuel, parlando in inglese, mentre mostra il verbale firmato davanti ai militari.

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Cari Catanesi,

scrivo questa lettera all'indomani dell'ennesima scossa ricevuta dalla città. Non mi riferisco, ovviamente, all'aggressione da me subita, anche se colgo l'occasione per ringraziare tutti i catanesi per le innumerevoli manifestazioni d'affetto ricevute, o ad altri episodi, ma a quell'operazione "Caronte" che ha dimostrato come l'economia sana della città sia pesantemente condizionata da quell'intreccio mafia-affari-politica che abbiamo sempre denunciato.

Sappiamo tutti di non dover mai abbassare la guardia nella lotta contro la criminalità, organizzata e non, anche se in altre zone d'Italia, nord compreso, la situazione non è affatto migliore, come dimostra la recente classifica del Sole 24 ore.

Noi però dobbiamo superare l'illegalità anche di certi piccoli gesti quotidiani: parcheggiare male, gettare in terra le cartacce, non rispettare il bene comune. Cose apparentemente banali ma che hanno pesanti ricadute economiche per esempio sul turismo: Catania è splendida, ma viene sporcata, svilita, mortificata dalla mancanza di educazione di alcuni, troppi, suoi abitanti.

Dobbiamo recuperare il rispetto, di noi stessi e degli altri, se vogliamo intraprendere la strada della legalità. Il rispetto, e non il disprezzo, delle regole del vivere civile. E delle persone che quelle regole incarnano, come l'operatore di polizia stradale, Giovanni Santoro, malmenato pesantemente da un automobilista che protestava.

La crisi, certo, esaspera chi ha perduto il lavoro o teme di perderlo, chi non guadagna abbastanza per mantenere la famiglia, chi ha problemi di alloggio. Spinge i più deboli alla disperazione di chi si sente abbandonato. Per questo vogliamo incrementare, con l'assessorato al Welfare, i servizi finalizzati all'ascolto e all'assistenza, non soltanto psicologica ma anche per fornire indicazioni pratiche sugli uffici o sulle organizzazioni che possano dare un supporto.

Pur nelle grandi difficoltà economiche del Comune, grazie all'aiuto dei meravigliosi volontari della Rete costituitasi a Catania pensiamo di farcela: chi ha problemi non va lasciato solo e a volte anche soltanto una parola di conforto può essere importante per superare un momento critico.

Insomma, dobbiamo lavorare per superare le tante difficoltà che tutti i Comuni d'Italia e Catania in particolare, attraversano. Anche quando si prendono pugni in faccia, bisogna subito rialzare la testa, rimettersi in piedi e riprendere, orgogliosamente, la propria strada.

Ogni crisi, per quanto pesante, rappresenta l'occasione per rinnovarsi. Catania rinacque magnifica da quella terribile sciagura che fu il terremoto del 1693. E anche noi possiamo far rinascere questa nostra Catania. Lavoriamo per una città aperta all'Europa e al Mediterraneo, che sfrutti al massimo le potenzialità del suo porto, presto aperto alla città, del suo aeroporto, il più grande del Mezzogiorno, della realtà metropolitana e del distretto Sud-Est Sicilia.

Se dunque nel Paese c'è un clima pesante, di contrapposizione, di odio, che a volte esplode sui social media o in qualche trasmissione televisiva suggestionando chi non ha sufficiente personalità o cultura o chi ha una mente debole, occorre voltare pagina. Dobbiamo tornare ad aprirci, imparare a fare rete, a collaborare, a evitare le contrapposizioni egoistiche per scegliere non il male minore, ma il meglio per tutti.

Noi Catanesi dobbiamo tornare a pensare in grande e per questo i nostri obiettivi non possono essere soltanto di breve termine. Dobbiamo pensare a investire nello sviluppo, grazie a imprenditori coraggiosi che devono sapersi scommettere di più e ai nostri straordinari ragazzi, ricchi di intelligenza e creatività. La nostra forza è nel nostro meraviglioso territorio, che l'Umanità ha indicato come suo Patrimonio e del quale, ricordiamocelo sempre, noi Catanesi siamo prima di tutto i custodi.

È su questa nostra terra dobbiamo puntare, perché essa non ci tradirà mai. Rimbocchiamoci le maniche, dunque, con serenità. E mettiamoci a lavorare tutti insieme, senza divisioni e senza egoismi.

Enzo Bianco
Sindaco di Catania

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Nella lista delle emergenze è ormai entrato a pieno titolo il dissesto del territorio italiano - terremoti, frane e alluvioni stanno quasi mettendo in ginocchio intere regioni e il loro tessuto economico industriale - il Paese ha l'occasione per raggiungere due obiettivi: mettere in sicurezza le aree più esposte al rischio di calamità e creare, con gli investimenti necessari sulle infrastrutture, nuove e importanti opportunità di lavoro, come scrive il Sole 24 Ore.

In questo senso, il Piano Italia Sicura da 9 miliardi di investimenti sulle aree a rischio appena lanciato dal governo rappresenta un passo importante sotto entrambi i profili.

Il mondo delle assicurazioni è ovviamente interessato a questa svolta: la copertura assicurativa è, infatti, uno dei cardini per arginare i danni crescenti da terremoti e alluvioni, di cui oggi si fa carico lo Stato con i soldi dei contribuenti. Con costi ovviamente crescenti: per affrontare seriamente il rischio catastrofale – dalle alluvioni, alle frane ai terremoti – l'Ania, l'associazione delle imprese assicurative, ha calcolato che servano non meno di 30 miliardi di euro.

In Francia privati e imprese sono obbligati a stipulare una polizza antincendio sugli immobili, che contiene una clausola contro le calamità naturali, con le compagnie di assicurazioni private e lo Stato interviene con una società di riassicurazione pubblica che offre alle compagnie la possibilità di riassicurarsi a un tasso fisso di cessione.

Anche in Spagna l'assicurazione è obbligatoria.

E in Italia? Secondo uno studio realizzato due anni fa dall'Ania assieme al broker Guy Carpenter su dati Istat, introdurre l'obbligatorietà di queste polizze non sarebbe eccessivamente oneroso per i cittadini.

Il risultato, infatti, è un costo medio attorno ai 75 euro per unità abitativa, di cui 67 euro annui per ogni casa al Nord Italia, 91 euro al Centro e di 72 euro al Sud.

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Per l'undicesimo anno FIAB, la Federazione italiana amici della bicicletta, aderisce all'European Mobility Week in calendario dal 16 al 22 settembre proponendo la "Settimana Europea della Mobilità... in bicicletta"Un'iniziativa che riunisce in un unico programma tutti gli eventi dedicati alle due ruote a pedali organizzati lungo la Penisola da vari enti pubblici e privati aggiungendo quelli promossi direttamente dalla federazione attraverso le sue associazioni locali.

Un collettore che nel 2014 dovrebbe eguagliare il traguardo dell'anno scorso, quando si sono registrati più di 130 appuntamenti su tutto il territorio, tra incontri, spazi di informazione e divertimento, pedalate collettive e molto altro.

Uno degli eventi focali di quest'anno sarà la Giornata Nazionale del Bike to work che premierà con un piccolo omaggio i ciclisti che decidono di recarsi al lavoro pedalando il 19 settembre in alcune città, come Padova e Genova. Data nel quale è organizzata nella città della Lanterna, in collaborazione con l'assessorato alla mobilità locale, la presentazione del progetto Bike to work che intende mappare i percorsi condivisi (auto e bici) per coloro che desiderano raggiungere il luogo di lavoro con un minore impatto. Un focus che ha pure l'obiettivo di sostenere la norma ferma in Parlamento per introdurre la tutela assicurativa per chi si fa male andando in ufficio in bici.

Altro incontro di rilievo è fissato il 16 settembre a Reggio Emilia dove si svolge la 14° Conferenza Nazionale sul Mobility Management e la Mobilità Sostenibile, mentre per gli appassionati delle e-bike una delle attrazione è a Catania.

Sotto le pendici dell'Etna, infatti, l'azienda siciliana Cicli Lombardo metterà a disposizione le proprie bici a pedalata assistita per tour di prova.

In Lombardia il 17 febbraio sarà effettuato il "censimento" dei ciclisti in collaborazione con la Regione, mentre a Milano sono previsti al momento già nove iniziative, come la gita "Al Parco Teramo in festa!" dedicata ai bambini (21 settembre) , l'escursione "In giro intorno all'Expo 2015" alla scoperta delle realtà agricole, la "Biciclettata fotografica lungo la storica Cerchia dei Navigli" o le pedalate culturali "Milano Arte" e alla ricerca delle opere dell'architetto Giancarlo Malchiodi.

Per tutti gli altri appuntamenti in calendario è possibile consultare il sito della manifestazione o quello di FIAB.

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