Martedì, 17 Febbraio 2015 23:39

Perché servirsi di un assicuratore.

La natura della vita cosciente di ogni essere senziente è fatta della nascita di bisogni e nella loro soddisfazione. Tutti i risultati dell'evoluzione in ogni sua forma vengono dalla necessità di risolvere un problema e, quando se ne risolve uno, ne spuntano a catena, come rami di un albero, altri più o meno complessi. Acceso il fuoco puoi chiederti, per esempio, quale sia il tempo di cottura dell'animale appena cacciato. Appena capito che è meglio vivere al coperto, puoi chederti in quanti si può viverci sotto prima di soffrire per la puzza. Quando ti accorgi che il cellulare è meglio del telefono fisso, non sai quale utilizzare se chiami qualcuno da casa. Il problema è nella natura umana, c'è poco da fare!

E meno male!

Perché niente di quello che oggi conosciamo, utile o meno utile, morale e immorale, gradevole o meno... esisterebbe se non per il bisogno di qualcuno il qualche parte del mondo in un momento qualsiasi. Se qualcuno non si fosse posto il problema di conoscere lo spazio sopra di noi, non avremmo assistito a migliaia di scoperte e invenzioni. Senza il bisogno di comunicare, non ci sarebbero il telefono, la posta, internet...

La guerra nasce da un bisogno, la pace nasce da un bisogno, l'omicidio nasce da un bisogno, salvare la vita a qualcuno nasce da un bisogno. Bisogni buoni e bisogni cattivi? Forse si, forse no, sicuramente è sbagliato il modo in cui si punta a soddisfarli.

Oggi non mi interessa indagare il grado di moralità delle conseguenze di un problema, mi interessa, invece, capire l'utilità dello svolgimento, del modo in cui essi si risolvono. Torniamo un attimo sui banchi di scuola, la maestra assegna tre problemi, tutti uguali, c'è chi per capire e imparare dovrà farne uno, chi due, chi tutti e tre e chi l'indomani li copierà per incapacità o noia. Per lo studente più sveglio il secondo e il terzo sono inutili, avrebbe potuto tranquillamente saltarli senza riportare conseguenze. Quindi esistono problemi il cui svolgimento non comporta un effetto positivo per il risolutore o almeno l'effetto positivo sperato e voluto. Se la maestra fosse stata migliore, allo studente sveglio avrebbe assegnato solo il problema numero uno e non gli avrebbe fatto perdere del tempo a risolvere (meccanicamente) il secondo e il terzo, sottraendolo ai problemi delle altre materie.

Quando il bisogno è stato soddisfatto, occuparsene ancora è inutile e dannoso in termini di tempo.
La vita di un essere umano è un insieme grande, ma limitato, di bisogni, a ciascuno dei quali egli deve dedicare un certo quantitativo di tempo. Deve lavorare, per guadagnare. Deve risparmiare, per assicurare un futuro e se stesso e a propri cari. Deve comprare beni e servizi, per piacere o per necessità. Ci sono doveri piacevoli e doveri spiacevoli. Lavorare può essere bello, se si ha la fortuna di poter svolgere il lavoro che si vuole. Un'uscita di denaro può essere piacevole, quando il sacrificio coincide o è inferiore al beneficio. Tuttavia, credo di poter affermare che, nella maggior parte dei casi e per la maggior parte degli individui, sono più i problemi che nascondono aspetti sgradevoli, rispetto a quelli che rappresentano opportunità per un benessere maggiore. Avere al proprio fianco un consulente assicurativo fidato, preparato e consapevole, può voler dire risolvere, in modo quasi indolore, i problemi che comporta la soddisfazione dei bisogni.

 

Fonte: #megliolapolizzaoggi

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Giovedì, 12 Febbraio 2015 07:27

#megliolapolizzaoggi

La polizza è il documento su cui viene redatto un contratto di assicurazione e, per estensione, il contratto di assicurazione stesso. La polizza è, in tutto e per tutto, una scommessa.

Un soggetto, l'assicurato, trasferisce il rischio a un altro soggetto, l'assicurazione, che, in cambio, riceve un "premio". Dal pagamento del premio in poi, l'assicurato non sta più correndo il rischio, è sollevato da quella responsabilità, non dovrà più far fronte, da solo, alle conseguenze di quella situazione.

Correndo il rischio di far saltare sulla sedia qualche esperto di diritto, si può paragonare la situazione dell'assicurato, limitatamente al rischio per cui ha sottoscritto la polizza, a quella del bambino/minore, che non ha responsabilità, perché la rimette ai suoi genitori. 

Mammina, il mio "amico" mi è caduto il giocattolo e si è rotto! - 
Ecco qui, te ne ho comprato uno uguale. -

Un soggetto assicurato per tutti i rischi, passati, presenti e futuri, è libero di tornare bambino e vivere senza ansia e paura.

#megliolapolizzaoggi nasce allo scopo di mostrare che l'assicurazione non è solo esborso economico, ma ha un valore sociale, perché è meglio rimettere i propri rischi, prima che si verifichino. E' meglio per se stessi, per la propria famiglia e, in generale, per la collettività!

 

FONTE: http://megliolapolizzaoggi.blogspot.it/

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Libera Mente, già riconosciuto come uno dei migliori prodotti assicurativi del mercato, si arricchisce introducendo nuove garanzie e strumenti per proteggere le famiglie dai gravi imprevisti

MetLife, Compagnia leader a livello mondiale nell’offerta di prodotti assicurativilancia sul mercato Libera Mente Più, la nuova polizza Temporanea Caso Morte (TCM) studiata per tutelare lo stile di vita della famiglia.

Libera Mente Più è una polizza che assicura un capitale costante fino a 1 milione e mezzo di Euro in caso di decesso e che permette di integrare la copertura con numerose nuove opzioni, oltre alla già disponibile invalidità permanente totale. Libera Mente Più, infatti, nasce dall’evoluzione del precedente Libera Mente, prodotto già pluripremiato dai professionisti del settore e riconosciuto come una delle migliori TCM del mercato per semplicità e convenienza. MetLife ha confermato le tariffe convenienti e le modalità assuntive del prodotto base arricchendolo di nuove garanzie opzionali che rendono la polizza più completa e personalizzata per incontrare le esigenze dei clienti.

In particolare la nuova polizza offre l’opportunità di raddoppiare il capitale se il decesso è causato da un infortunio e, ancora, di raddoppiarlo o di triplicarlo in caso sia causato da un incidente stradale offrendo la possibilità di adattare il prodotto alle proprie abitudini di vita. Inoltre, Libera Mente Più prevede che in caso di invalidità permanente totale il cliente sia esonerato dal pagamento dei premi per il rischio di decesso, rimanendo così protetto gratuitamente per il resto della durata della polizza.

Libera Mente Più permette di creare pacchetti personalizzati in base alle caratteristiche familiari e professionali del cliente che desidera assicurarsi, permettendo di aumentare il livello di sicurezza offerto alla famiglia secondo le esigenze e le capacità di spesa.

Ad esempio è possibile assicurare un giovane quarantenne che usa molto l’auto per lavoro per una durata di 20 anni con soli 28 euro al mese e garantendogli un capitale fino a 300.000 euro in caso di decesso dovuto a un incidente stradale, oltre alle garanzie decesso da ogni causa e decesso da infortunio generico. La polizza, inoltre, diverrebbe gratuita in caso di invalidità grave dell’assicurato.

Tale polizza, in assenza di problemi di salute dell’assicurato, può essere emessa direttamente dall’intermediario grazie alle modalità assuntive snelle del prodotto che ne rendono semplice e immediata la gestione, senza necessità di attesa o di documentazione medica.

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Lunedì, 02 Febbraio 2015 07:00

Polizze dalla culla alla laurea

La telefonata dell'agente assicurativo si riceve di solito qualche giorno dopo essere usciti dalla sala parto. Non si sa bene come, appena arriva la cicogna si palesa anche una proposta di contratto assicurativo. Spesso a fornire i dati, a dispetto della privacy, sono gli stessi soggetti con cui si entra in contatto per mettere al mondo un figlio (negozi per il corredo, ospedale, ginecologi). Presi dall'euforia e dall'istinto di protezione i neo genitori firmerebbero qualsiasi contratto pur di mettere al riparo l'inerme creatura venuta al mondo. Ma se si vuole fare il bene dei propri pargoli e non solo quello degli intermediari che propongono il contratto è bene dare un occhio ai costi e alle condizioni e cercare la soluzione più idonea alla propria famiglia.

Il personale assicurativo grazie all'esperienza può aiutare, ma talvolta si limita a proporre piani di risparmio per i nuovi nati, senza fare una pianificazione delle reali esigenze di protezione. Il tipo di contratto più indicato per padri e madri, dipende dalla situazione familiare. Se si mette al mondo un figlio la prima cosa da fare è proteggerlo da una prematura scomparsa di uno o di entrambi i genitori. Di solito si punta a tutelare il capitale umano di chi lavora. In particolare quindi è indicata una polizza temporanea caso morte che copra magari anche dal rischio invalidità il capofamiglia. L'importo del capitale assicurato e di conseguenza il premio annuale, può variare in base al reddito e all'esposizione debitoria della famiglia: con un mutuo da pagare ogni mese è chiaro che bisogna aumentare l'investimento nella polizza vita per incrementare la protezione globale. La durata va scelta in base alla data prevista per l'emancipazione reddituale dei ragazzi e considerando, se esiste un mutuo, la fine del piano di ammortamento. In ogni caso è consigliabile arrivare con la protezione almeno fino alla maggiore età, ma il suggerimento è di proseguire fino a 25-30 anni. Ora esistono anche soluzioni annuali con stipula e contrattazione del premio anno per anno. Queste consentono dei risparmi sui primi versamenti ma con l'aumento dell'età del genitore assicurato aumenta anche il premio e quindi quello che si risparmia prima lo si paga dopo. Inoltre se dovessero nel frattempo insorgere delle malattie degenerative si potrebbe persino diventare non più assicurabili.

Sono molto più utili questi contratti protettivi rispetto ai classici investimenti assicurativi di risparmio che si possono comunque effettuare a patto che i costi non superino i benefici. L'investimento di piccole cifre rateali è spesso molto più costoso rispetto a investimenti spot in unica soluzione effettuati magari annualmente incrementando un contratto tradizionale che prevede versamenti aggiuntivi. Se si sta cercando uno strumento efficiente è meglio rivolgersi alle compagnie che operano tramite internet (anche se sul Vita sono ancora poche). L'indicatore da guardare nel caso delle polizze rivalutabili o delle unit linked (che espongono a maggiori rischi e non hanno la garanzia prevista dalle Ramo I) è il costo percentuale medio annuo trattenuto dalle compagnie che va indicato nella nota informativa.

Il settore assicurativo si sta evolvendo con polizze intelligenti che consentono di partecipare a programmi di protezione della propria salute con esami gratuiti e sconti a chi ha uno stile di vita sano. Anche questo è un modo importante di aiutare i propri figli. È il caso di iLife, una polizza temporanea caso morte con possibilità di avere una maggiorazione del capitale assicurato in caso di decesso per infortunio o incidente stradale e di avere un capitale anche in caso di invalidità grave, che permette anche di controllare il proprio stato di salute. Gli assicurati iLife, attraverso il Care Program, potranno sottoporsi subito ad un check up gratuito presso un centro convenzionato e questo comporterà uno sconto immediato del 10% sul premio e un ulteriore 10% extra qualora l'esito del check up risulti particolarmente positivo.

Il programma di prevenzione prevede gli esami gratuiti ogni due anni, per consentire all'assicurato di verificare regolarmente il suo stato di salute. Per mantenere lo sconto, per tutta la durata del contratto, sarà sufficiente seguire il programma. L'iniziativa prevede inoltre un bonus life: ogni 10 anni di polizza, un anno non si paga e soprattutto un'altra novità per il mercato italiano ossia l'instant benefit: in caso di decesso un anticipo ai beneficiari vengono anticipati fino a 10mila euro per le spese impreviste. Inoltre per evitare un problema molto ricorrente delle polizze vita dimenticate nel cassetto e sconosciute ai beneficiari Generali ha attivato un il contact plan, un servizio che contatta immediatamente i beneficiari per la liquidazione del capitale.

L'importanza della protezione famigliare a 360 gradi ha spinto alcune compagnie a lanciare inoltre dei programmi a pacchetto in base alle esigenze che cambiano nel tempo. Il senso è che la protezione assicurativa deve essere personalizzata e modificata nel tempo: è il caso di Allianz 1 iniziativa che consente di abbonarsi, un po' come a Sky o alla palestra, a un pacchetto assicurativo che varia in base all'esigenze delle famiglie. In sostanza si paga un fisso mensile per coprirsi da tutti gli inconvenienti che possono capitare quando si è genitori, piuttosto che single.

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Oltre 30 mila cause promosse contro i medici ogni anno. E non è un caso che 9 professionisti su 10, pur in assenza di una normativa di riferimento, hanno contratto una polizza assicurativa ancora prima che questa diventasse un obbligo di legge. Del resto, come testimoniano i numeri di un sondaggio realizzato dall'Osservatorio Internazionale della Sanità in collaborazione con l'Ordine dei medici-chirurghi e odontoiatri (Omceo) di Roma e presentato ieri alla presenza tra gli altri, del sottosegretario alla salute Vito De Filippo, il 15% dei medici ha avuto nell'ultimo anno una controversia legale con un paziente, e l'80% ha paura di una denuncia pretestuosa solo per ottenere un risarcimento.

Un fenomeno che incide pure sulle casse dello stato.

Perché anche se oltre il 90% dei contenziosi termina in assoluzione o archiviazione, il ricorso alla cosiddetta medicina difensiva, cioè della prescrizione di più esami di quelli necessari, costa all'intera collettività oltre 12 miliardi. Ecco perché, come ha dichiarato il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, nel messaggio inviato ai ricercatori dell'Ois, è necessario «un intervento più organico e veramente risolutivo, che non sia la ricerca dell'impunità per i professionisti che sbagliano, ma che, al contrario, assicurando la giusta serenità a questi ultimi, riduca, sino a eliminarli, i casi di malpractice, erogando un'effettiva tutela al diritto costituzionale alla salute».

Neppure l'atteso Dpr (attuativo della legge Balduzzi n. 158/2012) ora al Consiglio di stato, che avrebbe dovuto agevolare la copertura assicurativa per le specialità a rischio, circoscrivere le responsabilità dei medici e limitare i costi dei risarcimenti, sarà sufficiente, secondo gli addetti ai lavori, a sanare il sistema. «Serve una normativa organica», ha precisato De Filippo, «per dare un orientamento su tutti gli aspetti di questa problematica». Il decreto Balduzzi, ha commentato Dario Focarelli, direttore generale dell'Ania, prevedeva degli interventi positivi che però non sono stati attuati. «Serve, invece, una ridefinizione precisa delle responsabilità, è necessario approvare le tabelle (pronte da anni, ma mai approvate) per il risarcimento del danno biologico, utili per l'assicurato e per il medico, e poi si deve puntare su un risk management nelle strutture sanitarie». Le nuove norme inoltre dovranno regolare il delicato aspetto delle spese assicurative, ormai esorbitanti e insostenibili. Una polizza, ha detto Roberto Lala, presidente dell'ordine dei Medici di Roma, «può aver un costo che varia dai 300 euro a 25 mila», specificando che gli specialisti a maggior rischio apertura di un contenzioso da parte di un paziente sono i chirurghi plastici, i ginecologi e gli ortopedici. Un nodo quello dei costi da non sottovalutare visto che, sempre secondo la ricerca, meno del 10% dei professionisti sarebbe disposto a impegnare oltre il 5% del suo reddito per un'assicurazione, mentre il 51% degli intervistati preferisce non avere una franchigia per il risarcimento dei danni.

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Lunedì, 12 Gennaio 2015 06:57

Google si lancia nelle assicurazioni auto

Secondo i rumors, lavora a un sito per confrontare prezzi e acquistare polizze. Il servizio avrebbe ottenuto la licenza in 26 Stati americani. Il colosso non commenta.

Google vuole lanciarsi nel settore americano delle assicurazioni auto fornendo un sito Internet in cui i consumatori possono confrontare i prezzi e acquistare polizze. Il servizio «Google Compare Auto Insurance Services» ha ottenuto la licenza per vendere assicurazioni in 26 Stati a nome di sei gruppi assicurativi. Lo sostiene Ellen Carney, analista di Forrester Research.  

E secondo il California Department of Insurance, l’agenzia preposta a supervisionare la regolamentazione del settore assicurativo nel cosiddetto Golden State, Google il mese scorso è stato autorizzato a vendere polizze attraverso il sito CoverHound. In aggiunta, scrive il Wall Street Journal , il colosso di Mountain View (California) sta lavorando su Comparenow.com, una divisione del gruppo assicurativo britannico Admiral Group che opera in 48 Stati e a Washington DC. Un portavoce di Google ha detto al Wsj di non volere commentare i rumors ma di essere «contento della vostra copertura». Secondo Forrester Research, è da oltre due anni che Google sta lavorando sul fronte assicurativo.  

In Idaho per esempio Google ha la licenza a vendere polizze dall’agosto 2013. Il colosso tecnologico potrebbe dovere fare i conti con resistenze su due fronti: da un lato, le compagnie assicurative, riluttanti a condividere informazioni che in futuro potrebbero aiutare Google a competere contro di loro; dall’altro, le autorità competenti potrebbero mettere ancor più alle strette il gruppo, soprattutto in Europa. Nel Regno Unito per esempio - dove già offre assicurazioni auto e di viaggio - Google è accusata di schiacciare i rivali. 

Il focus di Google nel settore assicurativo online potrebbe accelerare un trend che ha visto Geico, divisione di Berkshire Hathaway, diventare protagonista. E Allstate Insurance ha lanciato vendite online dopo avere acquisito nel 2011 Esurance Insurance Services. Coloro che vendono polizze su Internet hanno costi inferiori rispetto a chi opera attraverso agenti.  

 

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Buone notizie per gli automobilisti italiani: le tariffe delle assicurazioni auto negli ultimi 12 mesi sono diminuite in maniera piuttosto consistente. Infatti, il premio medio RC auto in Italia nel corso del mese di novembre 2014 è stato di 628,05 euro, con un calo di ben 11,39 punti di percentuale rispetto ai 708,80 euro di un anno prima.

L'analisi si è soffermata in particolare su tre profili standard di guidatore che pur confermando il calo generale dei costi, hanno evidenziato ancora una volta il forte squilibrio tariffario tra le varie categorie di automobilisti, con sbalzi anche di mille euro e oltre. Si passa così dai circa 350 euro che pagano annualmente un uomo o una donna sui 35/40 anni alla guida di un veicolo già assicurato e con nessun sinistro negli ultimi cinque anni, ai 1517,14 euro annui di un diciannovenne neopatentato alla sua prima assicurazione.

Squilibri che ovviamente aumentano ulteriormente quando entra in gioco il fattore territoriale, quasi come se, per esempio, il Friuli Venezia-Giulia e la Campania appartenessero a due nazioni differenti. Nel mese di novembre 2014 il premio medio per i guidatori friulani è stato infatti di 430,16 euro (-31,65% rispetto alla media nazionale e -13,80% in confronto allo stesso periodo del 2013), contro i 1249,57 euro degli automobilisti campani (+98,96%, praticamente il doppio della media italiana e comunque in calo, -4,10%, rispetto a un anno fa). La situazione più critica si registra in provincia di Caserta, dove si paga un premio medio Rc auto di 1310,91 euro all'anno, superiore addirittura alla già sufficientemente tragica media campana.

Altre regioni critiche sono la Puglia (929,50 euro, + 48% rispetto alla media in Italia) e la Calabria (871,12, +38,70%), mentre le tariffe assicurazioni auto più basse in assoluto sono quelle della Valle d'Aosta (401,50 euro di premio medio annuo). E' comunque opportuno specificare che non è sempre valido l'assioma "regione del Sud = tariffe più alte". In Sicilia, per fare un esempio, a novembre del 2014 il premio medio è stato di 686,95 euro, simile a quello della Toscana (673,89 euro). E in Basilicata (541,19 euro), Molise (549,81 euro) e Abruzzo (579,5 euro) si paga più o meno quanto in Piemonte (532,89 euro) o in Emilia-Romagna (557,91 euro).

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Le compagnie assicurative americane controllano la salute dei loro clienti monitorando il loro stile di vita con un'apposita app, Health pact. E adesso il gruppo Generali, scrive Repubblica, sta per portare l'idea nel mercato europeo, a partire da quello tedesco, dove l'applicazione sarà disponibile l'anno prossimo. Il funzionamento è semplice. Il cliente stipula una polizza sanitaria con allegato health pact, letteralmente "patto per la salute", in cui si impegna a fare sport e tenere controllata la salute sottoponendosi regolarmente a visite dal medico di base e da specialisti. Tramite l'app, l'assicurazione vigila continuamente sulla sua condizione: dai battiti del cuore al tipo di alimentazione fino agli esiti dei controlli. Chi si sta "comportando bene" viene premiato con sconti e regali. Negli Stati Uniti i risparmi possono arrivare a 1.300 dollari.

"Così rafforziamo il rapporto con i clienti e influenziamo positivamente il loro comportamento. I clienti più sani sono i migliori per noi", ha spiegato Mario Greco, numero uno di Generali, intervistato dal quotidiano tedesco Sueddeutsche Zeitung. Il gioco, però, sembra particolarmente vantaggioso per le assicurazioni. I consumatori lamentano che la privacy non esiste più e la compagnia può selezionare in via preventiva i clienti con cui conviene stipulare o meno un contratto. "Il cliente non sa come e chi ha accesso ai suoi dati e come l'azienda li elabora", fa notare Peter Grieble dell'associazione di difesa dei consumatori del Baden-Wuerttemberg. Mentre Felix Hufeld, responsabile del controllo sulle assicurazioni presso l'autorità di vigilanza bancaria tedesca, paventa il rischio della creazione di assicurazioni di serie A, che si accordano con i clienti più "sani", e di serie B, alle quali toccherebbero quelli maggiormente "rischiosi".

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Lunedì, 24 Novembre 2014 06:36

Scopri subito il tuo risparmio...

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Se pensate che le tasse pagate allo Stato siano troppe e che vessino gli italiani su ogni tipo di acquisto non avete fatto ancora i conti con le assicurazioni. Nelle polizze dell'assicurazione obbligatoria Rc auto almeno il 26,5% dell'importo totale va a favore degli Enti locali e del Sevizio Sanitario Nazionale. L'abolizione dei Consigli Provinciali non ha dunque modificato certi tipi di meccanismi e la "sprovincializzazione" appare ancora una chimera.

La macchina amministrativa provinciale non è ancora stata smantellata, anche se alcuni fondi sono già stati tagliati generando disservizi da Nord a Sud Italia. Fa eccezione la quota sottratta alle assicurazioni sul pagamento della Rc auto, il cui 26,5% viene ancora versato nelle casse degli Enti locali e del Servizio Sanitario Nazionale (rispettivamente per il 16% e per il 10,5%).

Si tratta di una riforma a metà che però continua a generare entrate per un gettito non indifferente specialmente nelle casse di Roma (197 milioni), Milano (128) e Napoli (105). Per questo dal 2011 molti Enti hanno portato l'aliquota a livelli massimi, da ultima la Provincia di Nuoro, lo scorso luglio.

La quota sottratta alle assicurazioni genererà introiti per 2,3 miliardi più 1,5 miliardo che arriverà direttamente al Servizio Sanitario Nazionale. Se per il SSN si più discutere sino ad un certo punto, data l'utilità sociale di tale servizio sull'ampio territorio nazionale, per le entrate nelle casse delle Provincie in abolizione il discorso è diverso, ci si chiede infatti che fine farà la quota e quale sarà il suo utilizzo.

C'è anche un'altra novità: a partire dal 2014 il dazio contenuto nelle assicurazioni auto e destinato al SSN non è più deducibile a livello fiscale.

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