Dopo il boom di vendite a gennaio (+10%), arriva il calo del costo delle polizze (-6%) che rende più convenienti gli acquisti di nuove vetture. In ripresa anche il mercato delle moto e degli pneumatici. L'ottimismo di Marchionne.

Per il mercato dell'auto è forse arrivato il momento della ripresa? Pochi indizi non costituiscono una prova, ma i segnali in controtendenza stanno cominciando ad accumularsi con maggiore frequenza. E pur con tutta la prudenza del caso, il fenomeno va analizzato con attenzione. Perché non si tratta solo di un aumento delle auto nuove vendute dai concessionari. I fattori positivi riguardano anche i consumatori, l'industria e la stampa internazionale, che a sua volta si sta interrogando su quanto accade in Italia. "Il 2015, se ce lo giochiamo bene, sarà un grande anno", ha commentato Sergio Marchionne, amministratore delegato di Fiat chrysler automobiles. "Dopo sei-sette anni di mercati distrutti, di gente che non trovava lavoro, il 2015 finalmente sarà l'anno in cui ricomincia il ciclo economico. Bisogna stare molto attenti a non giocarcelo male", ha aggiunto il manager italo-canadese, elogiando il governo Renzi: "Ha fatto in 11 un mesi quello che non è stato fatto in anni interi".

L'ultima notizia positiva arriva proprio dalle fabbriche Fiat, ora Fca (Fiat Chrysler Automotive), dopo la fusione delle attività italiane della famiglia Agnelli con quelle americane di Detroit. Ebbene, Fca ha annullato la cassa integrazione prevista nello stabilimento di Pomigliano a partire dal prossimo 23 febbraio. Il motivo? Lo stabilimento deve essere in grado di soddisfare l'aumento di richieste della Panda. Non solo: secondo quanto comunicato dal sindacato - per una volta non ai ferri corti con l'amministratore delegato Sergio Marchionne - si lavorerà anche al sabato. In particolare, il 14, 21 e 28 febbraio, ma solo nel primo turno. Lo ha annunciato Raffaele Apetino, segretario regionale per il settore auto della Fim Campania, il quale ha sottolinea come si tratti di "una notizia sicuramente positiva, segno di una ripresa del mercato".

Del resto, la rinascita di Pomigliano fa il paio con i dati comunicati dal ministero dei Trasporti per il primo mese dell'anno. A gennaio, il mercato delle auto nuove è partito col botto: la motorizzazione ha immatricolato 131.385 vetture, con un +10,91% rispetto allo stesso mese dell'anno scorso, molte meglio del +2,8% registrato nello scorso dicembre. Un aumento di cui ha beneficiato proprio Fca che ha fatto meglio del mercato: a gennaio, le consegne sono state 37.191, l'11,38% in più dello stesso mese del 2014. La quota totale in Italia del gruppo è così salita al 28,31%

Qualche ragione di ottimismo arriva anche dall'Acea, l'associazione delle case automobilistiche europee che vede uno spiraglio di luce per quanto permangano "incertezze economiche in molti paesi". Nel 2015, secondo Acea, le immatricolazioni cresceranno del 2% in Europa, per avvicinarsi ai 13 milioni di veicoli. Nel 2014, ha ricordato il presidente dell'associazione Carlos Ghosn, le immatricolazioni di autovetture nuove ha registrato +5,7% con 12,6 milioni di unità, "il primo risultato annuale positivo dall'inizio della crisi nel 2007".

Non sembra da meno nemmeno il mercato delle due ruote, che in Italia è cresciuto a gennaio del 2,6% rispetto allo stesso mese 2014: in aumento le vendite sia delle moto sia degli scooter, mentre i 'cinquantini" sono ancora difficoltà. Secondo i dati di Confindustria Ancma, le moto hanno visto 3.806 immatricolazioni (+7,4%), gli scooter 5.408 vendite (+6,3%), mentre per i 'cinquantini' soltanto 1.362 registrazioni (-18,8%).

Infine, fra i segnali positivi va citato anche un passaggio dell'ultimo comunicato di Assogomma, l'associazione degli industriali del settore, che ha evidenziato "un leggero recupero del settore pneumatici che comunque ha saputo limitare dall'inizio della crisi le perdite intorno al 15/20% contro un -40% del mercato delle auto nuove".

Ad alimentare la ripresa potrebbero contribuire le assicurazione RcAuto, i cui prezzi medi sono in calo, merito in parte della sempre maggiore diffusione delle polizze on line. Secondo l'ultima rilevazione condotta dall'Ania (l'associazione che raggruppa le maggiori compagnie), nella media del 2014 il prezzo delle polizze è diminuito del 6% rispetto alla media del 2013, passando da 437 a 411 euro per veicolo (tasse escluse). In due anni, sempre secondo Ania, i prezzi medi delle polizze si sono ridotti del 10%.

"I costi sono in calo dal novembre 2012 - si legge nella nota appena pubblicata dall'associazione - in contrapposizione a quanto è avvenuto in tutti gli altri paesi europei". I Motivi? Secondo Ania, ci sarebbero il prolungarsi della crisi economica che ha limitato l'utilizzo delle auto e diminuito di fatto la frequenza dei sinistri ma anche, la maggiore competitività delle imprese che permette ai consumatori di scegliere l'offerta più conveniente. In buona sostanza, ci sarebbe finalmente un po' di sana concorrenza tra le compagnie da sempre accusate di far pagare le polizze più alte del vecchio Continente.

Accusa confermata subito dopo la pubblicazione dei dati Ania, dall'associazione Codacons:  "La diminuzione è irrilevante: tra il 1994 e il 2013, l'RcAuto ha subito nel nostro paese rincari pari al +250%, portando gli automobilisti italiani ad essere i più tartassati d'Europa".

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L'IVASS, l'istituto di Vigilanza italiano sulle assicurazioni, non solo tutela il cittadino in prima persona, ma lo aiuta anche a tutelarsi da solo. Infatti nel suo portale sull'educazione assicurativa sono presenti una serie di manuali da scaricare, stampare e leggere, tra qui l'interessante "Le polizze connesse ai mutui e ai finanziamenti".

Spesso il binomio polizza-mutuo/finanziamento, rappresenta un'incognita per chi ne deve stipulare uno. Infatti le Payment Protection Insurance sono nate con lo scopo di proteggere il consumatore nel caso avvenga un evento che gli impedisca di continuare a pagare. Certo, protezione per il consumatore ma soprattutto per le banche, che vedono così tutelati i propri investimenti. E' necessario quindi capire bene perchè accollarsi un'ulterire spesa, oltre a quella già pesante del mutuo.

Comunque questo interessante manuale è diviso in 3 parti. Nella prima si spiega in maniera molto chiara cosa sono le polizze legate a mutui e finanziamenti, a cosa servono, che ne esistono sia di collettive che di individuali e quali aspetti è meglio valutare prima di stipularne una. Vengono poi trattati i casi specifici di polizze che proteggono da infortuni, malattie, caso morte e perdita del lavoro.

Nella seconda parte invece si spiega cosa è necessario fare prima di stipulare una di queste polizze. Dovete quindi controllare che il prodotto sia adeguato a ciò che state cercando, controllare i documenti contrattuali, cosa dovete fare se c'è un sinistro, per avere un indennizzo o se si estingue anticipatamente il mutuo.

C'è infine un'utile sezione che spiega come poter presentare un reclamo in caso di necessità ed un mini glossario con tutti i termini più utilizzati.

Si tratta di uno strumento davvero utile, per chi decide di stipulare un mutuo o chiedere un finanziamento, e nella stessa sezione è possibile trovare altri manuali dedicati alle assicurazioni della responsabilità civile, alle assicurazioni r.c. auto e alle assicurazioni vita, solo per citarne alcuni.

Conoscere è sempre il miglior metodo di difesa: soprattutto in campo assicurativo!

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Lunedì, 02 Febbraio 2015 06:53

Commercialisti, allarme polizze.

Chi aveva un massimale di 1,033 milioni vedrà la polizza rincarare del 60%; chi era a 2 milioni sborserà il 25% in più; chi era a 2,5 si ferma intorno al 17% di aumento. È questo l'ordine di grandezza del rincaro che i commercialisti potrebbero dover fronteggiare per svolgere l'attività di assistenza fiscale con apposizione del visto di conformità sulle dichiarazioni che presuppone, in base al decreto legislativo 175/2014, una polizza assicurativa con un massimale di 3 milioni (solo per questa attività le polizze sono intorno ai 300 euro, ma ci sono forti differenze tra le varie compagnie). Del resto l'adeguamento del massimale è obbligato stante anche la possibilità, per chi non rispetta la prescrizione, di essere depennato dal registro di coloro che appongono il visto di conformità per 730 e Iva tenuto dalle agenzie regionali delle Entrate. Tanto che le Entrate della Sicilia chiedono la decorrenza del massimale dal 13 dicembre 2014 pena l'irregolarità dei visti apposti. Poi i professionisti devono affrontare il rischio «di garantire al bilancio dello Stato e dei diversi enti impositori», ex articolo 22, comma 1, Dm 164/1999, le somme previste all'articolo 39, comma 1, lettera a) del decreto legislativo 241/1997. In pratica pagare le tasse dovute dal contribuente nel caso in cui il professionista abbia apposto il visto su una dichiarazione non corretta. «Una prospettiva – spiega Gerardo Longobardi, presidente del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili – che si preoccupa e che riteniamo non in linea con le norme costituzionali sulla capacità contributiva e rispetto alla quale chiederemo espressamente all'Ania se il rischio è assicurabile».
Intanto i commercialisti iniziano a farci i conti. «Ci giungono notizie di rincari fino al 60% delle polizze – spiega Mario Spera, vice presidente dell'Ordine dei dottori commercialisti ed esperti commercialisticontabili di Bologna – e si tratta di costi che alla fine i professionisti saranno costretti a scaricare sui clienti, in un momento in cui aumentare le parcelle non è certo facile». «Stiamo lavorando – spiega Antonio Repaci, consigliere nazionale con delega alle assicurazioni – a un bando di gara per una nuova convenzione con il mondo assicurativo e speriamo di poter fare la gara tra marzo e aprile. Il nostro obiettivo è quello di calmierare l'importo dell'innalzamento del massimale ma anche e soprattutto affrontare il tema delle imposte non versate dal contribuente che potrebbero essere sostenute in sede assicurative solo se considerate sanzioni».
D'altra parte le assicurazioni sono estremamente prudenti. L'aggiornamento dei massimali viene proposto a prezzi decisamente variabili da area ad area (in Sicilia ad esempio vi sono casi in cui viene concesso anche gratuitamente o a costi di adeguamento inferiori ai 100 euro) mentre in altre parti il conto può essere decisamente più elevato. Del resto il costo della polizza è influenzato anche da altri parametri: ad esempio, la partecipazione anche a un solo collegio sindacale di una media impresa può far raddoppiare la polizza rispetto al momento in cui il professionista non aveva quell'incarico.
Più complesso per le compagnie dare un costo polizza legato al rischio evasione. «Serve una norma chiara che circoscriva l'area di rischio», fan sapere da una primaria assicurazione nazionale e i termini in cui si pone la norma crea non pochi problemi. Un'altra ammette che la materia «è allo studio e decideremo a breve che posizione prendere». Del resto, lo stesso soggetto che propone una polizza da 300 euro per la copertura del rischio "visto di conformità" ricorda, escludendo ogni copertura, che la nuova normativa pone a carico del professionista gli importi per imposte, tasse e contributi a carico del contribuente.

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La Legge di Stabilità 2015 introdurrà una serie di novità anche per ciò che concerne il settore delle assicurazioni auto. All'orizzonte non si avvistano aggiornamenti di legge in grado di far risparmiare i cittadini del Belpaese, che continuano a pagare le polizze più care d'Europa. Chi volesse cercare di tagliare le spese può sempre contare sulle opportunità proposte dal libero mercato, magari ponendo le assicurazioni auto del settore a confronto prima di scegliere con chi stipulare la propria polizza. Legge di Stabilità 2015 rilancia la lotta all'evasione.

Tra le principali modifiche introdotte dalla Legge di Stabilità, l'articolo 44, comma 27 introduce importanti cambiamenti in fatto di lotta agli evasori, una delle piaghe maggiormente impattanti sul caro-polizze Made in Italy. Suddetto comma, infatti, sancisce una nuova politica in relazione alle rilevazioni telematiche. Prima dell'approvazione della Legge di Stabilità, era possibile rilevare eventuali auto-fantasma (quelle sprovviste di regolare assicurazione auto) solo in caso di infrazione del conducente. Tecnologie come autovelox, vergelius o i controlli nei presi delle ZTL venivano attivati sulle vetture colpevoli di infrazioni e, solo in quel caso, scattava un controllo sul mezzo. Ora, invece, i dispositivi potranno funzionare anche senza la presenza fisica di un'autorità che segnali eventuali infrazioni. In poche parole, anche le vetture su cui non vengano ravvisati comportamenti scorretti saranno soggette al controllo da parte delle apparecchiature, in modo da verificare la regolarità del mezzo.

In seguito a una irregolarità riscontrata, però, non scatterà alcuna notifica diretta della sanzione. L'automobilista colto in fallo verrà invitato a fornire i documenti mancanti entro i termini previsti, evitando ulteriori penalizzazioni pecuniarie.

Novità sul bollo per le auto storiche. La Legge di Stabilità 2015 introduce anche novità in merito al bollo, la tassa sulla proprietà del mezzo. Viene abolita, infatti, l'esenzione dal pagamento per autovetture e motovetture di età compresa fra i 20 e i 29 anni; l'esenzione resta valida per i veicoli di età superiore ai 30 anni. Tuttavia, diverse regioni d'Italia, a cominciare dalla Lombardia, hanno scelto di annullare il provvedimento della legge, stabilendo il rinnovo dell'esenzione. In Sicilia, tuttavia, non è ancora stata presa alcuna decisione ufficiale.

Scadenza dell'assicurazione: niente più notifiche. Ulteriore novità nel settore Rca introdotta dalla Legge di Stabilità 2015 riguarda la notifica di scadenza della polizza. Fino al 2014, l'automobilista riceveva a casa in formato cartaceo l'avviso della scadenza della copertura assicurativa, notificata dal Ministero dei Trasporti. Ora, in seno ai processi di dematerializzazione delle pratiche d'ufficio, tale notifica non verrà più inviata e gli automobilisti dovranno avere la premura (e la memoria) di verificare direttamente dal sito web del Ministero l'elenco pubblicato.

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Più di 18 mln di persone accedono ogni giorno a Internet in Spagna e una grande percentuale di questi attraverso smartphone o strumenti di telefonia mobile.

Internet è anche il primo punto di riferimento per chi vuole informarsi prima diacquistare prodotti assicurativi, secondo quanto ha riportato il ceo di Exponent Consultores, Carlos Albo, durante la celebrazione della I Trobada de Mutualitats de Catalunya.

Ha inoltre rilevato come il consumatore sia cambiato nel tempo, come si informi maggiormente cercando di comparare più offerte possibili.

È importante quindi conoscere meglio i possibili clienti che utilizzano internet e capire cosa essi vogliano dai servizi on line: semplicità, personalizzazione nella presentazione dell'offerta, pertinenza delle informazioni e self service.

Lo stesso approccio vale non solo per i clienti, ma anche per la rete distributiva, per i periti e le reti di collaboratori attraverso un intranet che facilita la comunicazione.

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Giovedì, 22 Gennaio 2015 11:11

Assicurazioni, la forza del pluri-canale

Priorità è interfacciarsi e dialogare con i clienti in modo più efficace e specialistico. I valori della tradizione.

Dopo tanti anni di false partenze, il cambiamento epocale è avvenuto. Possiamo affermare che il cambiamento epocale, grazie alla tecnologia, risieda nella possibilità per clienti, singoli o a gruppi, di decidere.

Le aziende storicamente hanno imposto, promosso e pubblicizzato ed eventualmente risposto a esigenze dei clienti. Oggi devono, in primis, rispondere e poi, eventualmente, proporre senza più imporre, perché il mercato non lo permette. Le aziende devono rispondere alle esigenze che quotidianamente il cliente esprime attraverso una molteplicità di canali, fisici e virtuali, che permette di esigere qualità di prodotto, servizi eccellenti e professionalità.

Un approccio generalista è ormai destinato a essere sorpassato dalla capacità degli individui di raccogliersi spontaneamente in gruppi. Il proliferare dei social network, dei gruppi di acquisto (GAS e similari) e del terzo settore (tanto per citarne alcuni) dimostra, una volta di più, come anche con il supporto della tecnologia l'individuo tenda spontaneamente a raccogliersi in gruppi e, quindi, ad aumentare la capacità di incidere e decidere.

La vera sfida per le aziende è quindi sapersi adattare al nuovo contesto di mercato che impone: visione, apertura, dinamismo e reattività. L'immaginario collettivo, in modo miope, crede che solo le «giovani start up» oggi possano vantare queste caratteristiche e, quindi, offrire vantaggi competitivi e margini di crescita. Con una più attenta analisi e lettura, invece, è possibile vedere come anche aziende tradizionali, in grado di leggere i segnali del mercato e capirne le evoluzioni, siano oggi in termini d'innovazione al pari delle società native digitali.

La differenza sta nel percorso da compiere. Cattolica è una di queste aziende. La compagnia ha infatti intrapreso, quel percorso evolutivo volto al nuovo cliente e alle nuove tecnologie, forte anche dalle solide fondamenta che la storia e la tradizione hanno permesso di creare. Ha intrapreso un cammino d'innovazione sia in campo tecnico sia distributivo.

In ambito tecnico, partendo dal generico presupposto che l'assicurazione, da sempre, si basa sulla capacità tecnica di individuare gruppi omogenei di rischio, possiamo affermare che la differenza sarà fatta da una visione modernamente cliente-centrica che permetterà di individuare gruppi omogenei d'individui e, sulla base di questi, applicare un pricing vincente. Quindi, l'esigenza del cliente che richiede di essere valutato, dal punto di vista assicurativo, in modo particolare diventa per Cattolica l'opportunità che consente, fino a un certo livello di profondità e nel rispetto delle logiche mutualistiche di base dell'assicurazione, di assicurare meglio e con più efficacia. In ambito distributivo, Cattolica ha oggi l'opportunità di capitalizzare il proprio modello «pluri-canale» attraverso una progressiva specializzazione verso la multicanalità richiesta dai clienti. Infatti, la dimensione di Cattolica consente di agire con crescita selettiva, mentre l'attuale articolazione del modello distributivo permette al Gruppo di interfacciarsi e dialogare con il cliente in modo più efficace e specialistico. Un modello che vede lavorare in sinergia il canale tradizionale agenti, il Fata, Cattolica Previdenza, Tua e la Bancassicurazione.

L'insieme di questi canali permette di proporre un servizio specifico e specializzato dove le competenze di settore fanno la differenza sulla qualità offerta al cliente. Professionalità in ambito assicurativo tradizionale, consulenza certificata in ambito welfare e previdenza, alta specializzazione nel settore agricolo e nel settore finanziario: queste sono le risposte che oggi chiedono il mercato e i clienti.

 

 

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A Catania, dal 9 febbraio prossimo, sarà disponibile la 'Catania Card'.

Quest'ultima consentirà la visita di tutti i musei comunali e del Museo Diocesano e di viaggiare su tutti i mezzi di trasporto urbano dell'Amt (Alibus compreso) e l'utilizzo della Metropolitana.

"Con la Catania Card – ha dichiarato il primo cittadino Enzo Bianco – la nostra città si mette al passo con le grandi metropoli europee ed alle poche città italiane che si sono così attrezzate. La nostra città ha una grande capacità di attrazione di turismo culturale per ragioni connesse ad una storia lunga 2.800 anni. La Card e gli eventi di grande valore in programmazione al Castello Ursino e al Palazzo della Cultura daranno una grande contributo allo sviluppo del turismo a Catania".

La Catania Card è dunque il prodotto di un accordo tra il Comune di Catania, l'Amt e l'Arcidiocesi di Catania.

Sono previste diverse opzioni: singola per 1 giorno che costerà 12 euro e 50 centesimi; singola 3 giorni, 16 euro e 50 centesimi; singola 5 giorni, 20 euro; Family (2 adulti e due minori fino a 13 anni) 1 giorno, 23 euro; Family 3 giorni, 30 euro e 50 centesimi; Family 5 giorni, 38 euro.

La Catania Card consentirà di usufruire di diverse agevolazioni presso alberghi, ristoranti ed esercizi in generale.

La carta sarà in vendita nei punti di distribuzione dei titoli di viaggio dell'Amt, nei musei comunali e negli uffici preposti ai servizi turistici.

"Quello che presentiamo è un pacchetto su cultura e turismo che intende accrescere l'attrazione della città su tali versanti. – ha aggiunto l'assessore alla Cultura e al Turismo Orazio Licandro - La reputazione nell'ultimo anno è migliorata, con queste iniziative contiamo di compiere un altro bel passo in avanti. Catania ha una strategia precisa per il turismo e nella valorizzazione dei suoi beni culturali. Un altro forte elemento strutturale in questo senso è il Castello Ursino. La sua fruibilità completa è un altro tassello fondamentale nella nostra strategia generale".

Presentato, dunque, anche il programma che prevede quattro importanti mostre nei prossimi mesi. 'Artisti di Sicilia. Da Pirandello a Iudice', dal 16 gennaio al 16 marzo al Castello Ursino e al Palazzo della Cultura dove sarà ospitata una sezione curata dall'Accademia di belle Arti (Artisti di Sicilia emergenti) dove saranno ospitate le opere di alunni dell'Accademia. 'Diva Agata di Antonio Santacroce', dal 30 gennaio al 30 marzo al Castello Ursino; la mostra si propone come evento espositivo che illustra l'intera produzione dell'artista l'iconografia e contemporaneamente come l'occasione per fare del Castello Ursino, luogo simbolo della città, un centro propulsore di cultura figurativa in cui l'iconografia della tradizione agatina trova un nuovo inedito spazio.Fiore all'occhiello di questa programmazione è la mostra 'Picasso: l'eclettissimo di un genio dal 30 marzo al 30 maggio al Castello Ursino; la mostra, attraverso un corpo espositivo di più di 170 opere tra olii, ceramiche, disegni, serigrafie, fotografie e incisioni, racconterà l'eccletticità del genio incontrastato del '900 e farà di Catania una grande vetrina. Infine, 'pittura e scultura italiana' dal 16 maggio al 30 giugno al Palazzo della Cultura; circa 30 artisti tra i maggiori rappresentanti italiani della Nuova Figurazione fra i quali tra gli altri Aron Demetz, Giuseppe Bergomi, Alessandro Papetti, Velasco Vitali, Agostino Arrivabene, Livio Scarpella e Nicola Verlato.

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Sono stati pochi gli sguardi sorpresi quando Prudential plc, uno dei giganti delle assicurazioni a livello mondiale, ha deciso di fare il suo primo passo sul continente africano. Quando cioè la importante società di base a Londra ha comprato una discreta parte della compagnia Express Life in Ghana. «Ma anche il Kenya e la Tanzania potrebbero diventare le nostre prossime mete», ha recentemente spiegato l'ivoriano Tidjane Thiam, Ceo della Prudential.

«Vogliamo costruire il nostro business in maniera organica, usando l'esperienza con i mercati emergenti in Asia – ha continuato Thiam – , poiché in Africa le sfide sono molto simili». Secondo i dati della compagnia assicurativa Swiss Re, «la regione sub-sahariana, senza contare il Sudafrica, copre appena lo 0.2% del mercato assicurativo mondiale». In un ambiente così inesperto rispetto al mondo delle assicurazioni, i rischi sono molteplici tanto quanto le opportunità.
«Uno dei problemi principali è evitare di concepire l'Africa come un Paese solo – afferma Jonathan Holden, capo della Innovation Group che ha un ufficio in Sudafrica –. La realtà è rappresentata da 54 Paesi con sistemi legali e monetari differenti. Non è quindi una questione di niente o tutto». In Kenya, la più grande economia dell'Africa orientale, le assicurazioni coinvolgono spesso i servizi obbligatori collegati al settore dei motori.

Una dinamica simile avviene in Sudafrica, il più grande mercato dell'Africa con un premio assicurativo totale di 54,4 miliardi di dollari nel 2012. Invece, in Angola e Nigeria, le due più grandi potenze petrolifere del continente, le società d'assicurazione puntano soprattutto al mondo dell'energia. «Rispetto ai premi assicurativi totali calcolati per il 2012 – conferma un rapporto della A.M. Best Company, società statunitense di rating –, i premi provenienti da Sudafrica, Marocco, Nigeria, Egitto, Kenya, Algeria e Angola rappresentano il 90,1%». La povertà che attanaglia l'intero continente nero è uno dei maggiori indici per le assicurazioni che vogliono investire in Africa.

Nonostante questo, sarebbe un errore credere che le assicurazioni prendano di mira solo la crescente borghesia africana. «Guadagnare poco ti fa rimanere sveglio la notte pensando alla possibilità di poter perdere tutto quel poco che hai», commenta Andrew Kuper, fondatore di LeapFrog, un fondo per la micro finanza che investe nelle assicurazioni in Nigeria, Tanzania e Uganda. Tra i clienti della Express Life ghaneana, per esempio, 9 su 10 guadagnano meno di 10 dollari al giorno, mentre un quinto vive con meno di 2,50 dollari al giorno. Inoltre, i servizi offerti possono costare fino a un minimo di 70 centesimi di dollaro.

Purtroppo rimangono ancora molto recenti e ridotte le statistiche sul mondo delle assicurazioni in Africa. Ma secondo Frank O'Neill, direttore della Swiss Re per l'Africa e il Medio Oriente, il futuro assicurativo africano sta rapidamente migliorando: «Ci sono davvero poche società di assicurazione panafricane per ora – afferma O'Neill –, ma in tre o cinque anni penso proprio che le cose cambieranno radicalmente».

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Si è svolta oggi, con grande successo e riscontro, la prima giornata dell'iniziativa che UniBroker sta portando avanti per diffondere la cultura assicurativa nelle scuole dell'hinterland catanese. La campagna promozionale "Unibroker per la scuola" è rivolta, infatti, ai protagonisti del panorama scolastico, con l'obiettivo di far conoscere, in modo più chiaro ed esaustivo, le coperture di cui tutti possono aver bisogno.


Giuseppe Sirna e Marco Fazio, responsabili commerciali della società di brokeraggio con sede in via Asiago 21/b, saranno presenti all'interno dei locali dell'Istituto nei seguenti giorni: venerdi 21 novembre, lunedì 24 novembre, martedì 25 novembre e tutta la settimana compresa tra il 1 e il 5 dicembre.


In un momento di grande crisi economica, il messaggio che UniBroker intende portare avanti è quello di mettere al sicuro il proprio patrimonio e di salvaguardare tutte le piccole conquiste che ognuno di noi, con spirito di sacrificio, ha portato avanti nella propria vita.


Dal 2015 "UniBroker per la scuola" sarà presente in altri istituti della città etnea, con il proposito di venire incontro alle curiosità e ai quesiti di tutti gli insegnanti, studenti e personale, desiderosi di approfondire le tematiche assicurative inerenti a coperture più sofisticate, come ad esempio nel caso delle polizze sanitarie o delle polizze di accantonamento.

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Nella lista delle emergenze è ormai entrato a pieno titolo il dissesto del territorio italiano - terremoti, frane e alluvioni stanno quasi mettendo in ginocchio intere regioni e il loro tessuto economico industriale - il Paese ha l'occasione per raggiungere due obiettivi: mettere in sicurezza le aree più esposte al rischio di calamità e creare, con gli investimenti necessari sulle infrastrutture, nuove e importanti opportunità di lavoro, come scrive il Sole 24 Ore.

In questo senso, il Piano Italia Sicura da 9 miliardi di investimenti sulle aree a rischio appena lanciato dal governo rappresenta un passo importante sotto entrambi i profili.

Il mondo delle assicurazioni è ovviamente interessato a questa svolta: la copertura assicurativa è, infatti, uno dei cardini per arginare i danni crescenti da terremoti e alluvioni, di cui oggi si fa carico lo Stato con i soldi dei contribuenti. Con costi ovviamente crescenti: per affrontare seriamente il rischio catastrofale – dalle alluvioni, alle frane ai terremoti – l'Ania, l'associazione delle imprese assicurative, ha calcolato che servano non meno di 30 miliardi di euro.

In Francia privati e imprese sono obbligati a stipulare una polizza antincendio sugli immobili, che contiene una clausola contro le calamità naturali, con le compagnie di assicurazioni private e lo Stato interviene con una società di riassicurazione pubblica che offre alle compagnie la possibilità di riassicurarsi a un tasso fisso di cessione.

Anche in Spagna l'assicurazione è obbligatoria.

E in Italia? Secondo uno studio realizzato due anni fa dall'Ania assieme al broker Guy Carpenter su dati Istat, introdurre l'obbligatorietà di queste polizze non sarebbe eccessivamente oneroso per i cittadini.

Il risultato, infatti, è un costo medio attorno ai 75 euro per unità abitativa, di cui 67 euro annui per ogni casa al Nord Italia, 91 euro al Centro e di 72 euro al Sud.

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