Ancora oggi sono tantissime le vetture che circolano in Italia senza assicurazione. Il 5 per cento dei veicoli che circolano sulle strade non sono in regola.

Ancora oggi sono tantissime le vetture che circolano in Italia senza assicurazione, oltre 3 milioni e 800 mila. Non parliamo del fatto che non hanno il contrassegno di solito posto sul parabrezza, ma proprio non sono registrate e quindi assicurate per la circolazione su strada.

I dati che si leggono indicano che nelle nostre strade il 5 per cento dei veicoli che circolano non sono in regola con la copertura assicurativa.

Effettivamente questo dato è sconcertante se si pensa al pericolo che questi automobilisti potrebbero creare non solo a loro ma all’intera società civile.

Non stiamo parlando di pochi veicoli, ma da quanto è emerso dai controlli effettuati, in un unico giorno, da Nord a Sud Italia dalla Polizia stradale. E proprio nel sud del Paese la drammatica percentuale raddoppiata raggiungendo e superando, in alcune province, il 10%.

Qui l’educazione civica e la legalità non hanno certamente trasmesso il giusto sapere, i numeri indicano che in Italia circolano su strada circa 4 milioni di veicoli non assicurati. Se si vuole parlare in % sappiamo che ci aggiriamo intorno al 7-8% del totale degli automezzi; con punte di 11,9% al sud del Paese.

Ma la domanda che molti si pongono è cosa rischiano tutti quegli automobilisti trovati con un veicolo non assicurato?

Il codice della strada all’articolo 193 stabilisce che i veicoli a motore senza guida di rotaie, compresi i filoveicoli e i rimorchi, non possono essere posti in circolazione sulla strada senza la copertura assicurativa a norma delle vigenti disposizioni di legge sulla responsabilità civile verso terzi.

Lo stesso dettato normativo, ha previsto l’applicazione di una sanzione amministrativa pecuniaria di € 848,00, oltre alla sanzione accessoria di cui all’articolo 13, terzo comma, della Legge 24 novembre 1981, n. 689, che impone all’organo accertatore di ordinare l’immediata circolazione sulla strada del veicolo e che il veicolo stesso sia in ogni caso prelevato, trasportato e depositato in luogo non soggetto a pubblico passaggio, individuato in via ordinaria dall’organo accertatore o, in caso di particolari condizioni, concordato con il trasgressore.

Quando l’interessato effettua il pagamento della sanzione, corrisponde il premio di assicurazione per almeno sei mesi e garantisce il pagamento delle spese di prelievo, trasporto e custodia del veicolo sottoposto a sequestro, l’organo di polizia che ha accertato la violazione dispone la restituzione del veicolo all’avente diritto, dandone comunicazione al prefetto.

È opportuno precisare che si può essere soggetti a sanzione amministrativa anche non circolando con un veicolo scoperta da assicurazione. Un veicolo parcheggiato in strada o in un’area pubblica, senza regolare contrassegno o scaduto, può essere soggetto a contravvenzione. Il soggetto che, per diverse motivazioni, non intende rinnovare la polizza al proprio veicolo deve parcheggiarlo in zone private, non aperte alla pubblica circolazione.

Una domanda che spesso viene posta è nel caso di incidente con veicolo non assicurato che cosa occorre fare?

In caso che un cittadino utente sia coinvolta in un sinistro stradale e la controparte non ha provveduto alla stipula del contratto assicurativo, quindi di fatto siamo in presenza di un veicolo non assicurato, si può ugualmente ottenere un risarcimento, ovviamente in assenza di propria colpa e/o responsabilità.

In casi analoghi interviene il Fondo di Garanzia per le Vittime della Strada (istituito con legge del 1969 e oggi amministrato dalla Consap. Il Fondo è alimentato da una quota % (il 2,5%) sui premi pagati dagli automobilisti alle assicurazioni per le polizze assicurative.

È bene chiarire che il Fondo interviene proprio nei casi di sinistri che coinvolgono veicoli non identificati, oppure non assicurati o ancora assicurati con imprese poste in liquidazione coatta amministrativa.

Lo stesso istituto prevede pure la possibilità che il veicolo sia posto in circolazione contro la volontà del proprietario o dell’obbligato solidale e pure per il caso di veicoli esteri con targa non corrispondente.

Le persone rimaste danneggiate hanno l’obbligo di inoltrare richiesta, con apposito modulo di risarcimento danni, con raccomandata A.R alla Consap e all’impresa assicuratrice competente per il luogo dove è avvenuto l’incidente.

Per consultare l’elenco delle compagnie designate si deve accedere al sito della Consap.

Circostanza da tenere in considerazione è che, in tali casi, è previsto un massimale di legge attualmente pari a 2,5 milioni di euro per i danni alle persone e 500.000 euro per quelli alle cose. Nel caso in cui vi siano vittime, a seguito del sinistro, la procedura potrà essere avviata dai familiari/eredi della vittima con le stesse modalità.

Il Fondo, dopo aver valutato la richiesta, che deve essere avvalorata da apposite perizie e dalle dichiarazioni dell’organo di polizia stradale intervenuto per i rilievi di rito, da cui si rilevano i danni, l’identità delle persone coinvolte e delle cose, nonché la località ove si è verificato il sinistro stradale in questione.

Questo induce che è bene soffermarsi a pensare sulle altre conseguenze, ancora peggiori, alle quali si può incorrere se si omette di pagare il contratto assicurativo per la Responsabilità Civile del veicolo, senza contare le implicazioni civili e penali che potrebbero essere insormontabili in caso di incidente.

Assicurate i vostri veicoli, per la vostra e l’altrui tranquillità!

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La Legge di Stabilità 2015 introdurrà una serie di novità anche per ciò che concerne il settore delle assicurazioni auto. All'orizzonte non si avvistano aggiornamenti di legge in grado di far risparmiare i cittadini del Belpaese, che continuano a pagare le polizze più care d'Europa. Chi volesse cercare di tagliare le spese può sempre contare sulle opportunità proposte dal libero mercato, magari ponendo le assicurazioni auto del settore a confronto prima di scegliere con chi stipulare la propria polizza. Legge di Stabilità 2015 rilancia la lotta all'evasione.

Tra le principali modifiche introdotte dalla Legge di Stabilità, l'articolo 44, comma 27 introduce importanti cambiamenti in fatto di lotta agli evasori, una delle piaghe maggiormente impattanti sul caro-polizze Made in Italy. Suddetto comma, infatti, sancisce una nuova politica in relazione alle rilevazioni telematiche. Prima dell'approvazione della Legge di Stabilità, era possibile rilevare eventuali auto-fantasma (quelle sprovviste di regolare assicurazione auto) solo in caso di infrazione del conducente. Tecnologie come autovelox, vergelius o i controlli nei presi delle ZTL venivano attivati sulle vetture colpevoli di infrazioni e, solo in quel caso, scattava un controllo sul mezzo. Ora, invece, i dispositivi potranno funzionare anche senza la presenza fisica di un'autorità che segnali eventuali infrazioni. In poche parole, anche le vetture su cui non vengano ravvisati comportamenti scorretti saranno soggette al controllo da parte delle apparecchiature, in modo da verificare la regolarità del mezzo.

In seguito a una irregolarità riscontrata, però, non scatterà alcuna notifica diretta della sanzione. L'automobilista colto in fallo verrà invitato a fornire i documenti mancanti entro i termini previsti, evitando ulteriori penalizzazioni pecuniarie.

Novità sul bollo per le auto storiche. La Legge di Stabilità 2015 introduce anche novità in merito al bollo, la tassa sulla proprietà del mezzo. Viene abolita, infatti, l'esenzione dal pagamento per autovetture e motovetture di età compresa fra i 20 e i 29 anni; l'esenzione resta valida per i veicoli di età superiore ai 30 anni. Tuttavia, diverse regioni d'Italia, a cominciare dalla Lombardia, hanno scelto di annullare il provvedimento della legge, stabilendo il rinnovo dell'esenzione. In Sicilia, tuttavia, non è ancora stata presa alcuna decisione ufficiale.

Scadenza dell'assicurazione: niente più notifiche. Ulteriore novità nel settore Rca introdotta dalla Legge di Stabilità 2015 riguarda la notifica di scadenza della polizza. Fino al 2014, l'automobilista riceveva a casa in formato cartaceo l'avviso della scadenza della copertura assicurativa, notificata dal Ministero dei Trasporti. Ora, in seno ai processi di dematerializzazione delle pratiche d'ufficio, tale notifica non verrà più inviata e gli automobilisti dovranno avere la premura (e la memoria) di verificare direttamente dal sito web del Ministero l'elenco pubblicato.

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Oltre 30 mila cause promosse contro i medici ogni anno. E non è un caso che 9 professionisti su 10, pur in assenza di una normativa di riferimento, hanno contratto una polizza assicurativa ancora prima che questa diventasse un obbligo di legge. Del resto, come testimoniano i numeri di un sondaggio realizzato dall'Osservatorio Internazionale della Sanità in collaborazione con l'Ordine dei medici-chirurghi e odontoiatri (Omceo) di Roma e presentato ieri alla presenza tra gli altri, del sottosegretario alla salute Vito De Filippo, il 15% dei medici ha avuto nell'ultimo anno una controversia legale con un paziente, e l'80% ha paura di una denuncia pretestuosa solo per ottenere un risarcimento.

Un fenomeno che incide pure sulle casse dello stato.

Perché anche se oltre il 90% dei contenziosi termina in assoluzione o archiviazione, il ricorso alla cosiddetta medicina difensiva, cioè della prescrizione di più esami di quelli necessari, costa all'intera collettività oltre 12 miliardi. Ecco perché, come ha dichiarato il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, nel messaggio inviato ai ricercatori dell'Ois, è necessario «un intervento più organico e veramente risolutivo, che non sia la ricerca dell'impunità per i professionisti che sbagliano, ma che, al contrario, assicurando la giusta serenità a questi ultimi, riduca, sino a eliminarli, i casi di malpractice, erogando un'effettiva tutela al diritto costituzionale alla salute».

Neppure l'atteso Dpr (attuativo della legge Balduzzi n. 158/2012) ora al Consiglio di stato, che avrebbe dovuto agevolare la copertura assicurativa per le specialità a rischio, circoscrivere le responsabilità dei medici e limitare i costi dei risarcimenti, sarà sufficiente, secondo gli addetti ai lavori, a sanare il sistema. «Serve una normativa organica», ha precisato De Filippo, «per dare un orientamento su tutti gli aspetti di questa problematica». Il decreto Balduzzi, ha commentato Dario Focarelli, direttore generale dell'Ania, prevedeva degli interventi positivi che però non sono stati attuati. «Serve, invece, una ridefinizione precisa delle responsabilità, è necessario approvare le tabelle (pronte da anni, ma mai approvate) per il risarcimento del danno biologico, utili per l'assicurato e per il medico, e poi si deve puntare su un risk management nelle strutture sanitarie». Le nuove norme inoltre dovranno regolare il delicato aspetto delle spese assicurative, ormai esorbitanti e insostenibili. Una polizza, ha detto Roberto Lala, presidente dell'ordine dei Medici di Roma, «può aver un costo che varia dai 300 euro a 25 mila», specificando che gli specialisti a maggior rischio apertura di un contenzioso da parte di un paziente sono i chirurghi plastici, i ginecologi e gli ortopedici. Un nodo quello dei costi da non sottovalutare visto che, sempre secondo la ricerca, meno del 10% dei professionisti sarebbe disposto a impegnare oltre il 5% del suo reddito per un'assicurazione, mentre il 51% degli intervistati preferisce non avere una franchigia per il risarcimento dei danni.

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Lunedì, 12 Gennaio 2015 06:57

Google si lancia nelle assicurazioni auto

Secondo i rumors, lavora a un sito per confrontare prezzi e acquistare polizze. Il servizio avrebbe ottenuto la licenza in 26 Stati americani. Il colosso non commenta.

Google vuole lanciarsi nel settore americano delle assicurazioni auto fornendo un sito Internet in cui i consumatori possono confrontare i prezzi e acquistare polizze. Il servizio «Google Compare Auto Insurance Services» ha ottenuto la licenza per vendere assicurazioni in 26 Stati a nome di sei gruppi assicurativi. Lo sostiene Ellen Carney, analista di Forrester Research.  

E secondo il California Department of Insurance, l’agenzia preposta a supervisionare la regolamentazione del settore assicurativo nel cosiddetto Golden State, Google il mese scorso è stato autorizzato a vendere polizze attraverso il sito CoverHound. In aggiunta, scrive il Wall Street Journal , il colosso di Mountain View (California) sta lavorando su Comparenow.com, una divisione del gruppo assicurativo britannico Admiral Group che opera in 48 Stati e a Washington DC. Un portavoce di Google ha detto al Wsj di non volere commentare i rumors ma di essere «contento della vostra copertura». Secondo Forrester Research, è da oltre due anni che Google sta lavorando sul fronte assicurativo.  

In Idaho per esempio Google ha la licenza a vendere polizze dall’agosto 2013. Il colosso tecnologico potrebbe dovere fare i conti con resistenze su due fronti: da un lato, le compagnie assicurative, riluttanti a condividere informazioni che in futuro potrebbero aiutare Google a competere contro di loro; dall’altro, le autorità competenti potrebbero mettere ancor più alle strette il gruppo, soprattutto in Europa. Nel Regno Unito per esempio - dove già offre assicurazioni auto e di viaggio - Google è accusata di schiacciare i rivali. 

Il focus di Google nel settore assicurativo online potrebbe accelerare un trend che ha visto Geico, divisione di Berkshire Hathaway, diventare protagonista. E Allstate Insurance ha lanciato vendite online dopo avere acquisito nel 2011 Esurance Insurance Services. Coloro che vendono polizze su Internet hanno costi inferiori rispetto a chi opera attraverso agenti.  

 

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Buone notizie per gli automobilisti italiani: le tariffe delle assicurazioni auto negli ultimi 12 mesi sono diminuite in maniera piuttosto consistente. Infatti, il premio medio RC auto in Italia nel corso del mese di novembre 2014 è stato di 628,05 euro, con un calo di ben 11,39 punti di percentuale rispetto ai 708,80 euro di un anno prima.

L'analisi si è soffermata in particolare su tre profili standard di guidatore che pur confermando il calo generale dei costi, hanno evidenziato ancora una volta il forte squilibrio tariffario tra le varie categorie di automobilisti, con sbalzi anche di mille euro e oltre. Si passa così dai circa 350 euro che pagano annualmente un uomo o una donna sui 35/40 anni alla guida di un veicolo già assicurato e con nessun sinistro negli ultimi cinque anni, ai 1517,14 euro annui di un diciannovenne neopatentato alla sua prima assicurazione.

Squilibri che ovviamente aumentano ulteriormente quando entra in gioco il fattore territoriale, quasi come se, per esempio, il Friuli Venezia-Giulia e la Campania appartenessero a due nazioni differenti. Nel mese di novembre 2014 il premio medio per i guidatori friulani è stato infatti di 430,16 euro (-31,65% rispetto alla media nazionale e -13,80% in confronto allo stesso periodo del 2013), contro i 1249,57 euro degli automobilisti campani (+98,96%, praticamente il doppio della media italiana e comunque in calo, -4,10%, rispetto a un anno fa). La situazione più critica si registra in provincia di Caserta, dove si paga un premio medio Rc auto di 1310,91 euro all'anno, superiore addirittura alla già sufficientemente tragica media campana.

Altre regioni critiche sono la Puglia (929,50 euro, + 48% rispetto alla media in Italia) e la Calabria (871,12, +38,70%), mentre le tariffe assicurazioni auto più basse in assoluto sono quelle della Valle d'Aosta (401,50 euro di premio medio annuo). E' comunque opportuno specificare che non è sempre valido l'assioma "regione del Sud = tariffe più alte". In Sicilia, per fare un esempio, a novembre del 2014 il premio medio è stato di 686,95 euro, simile a quello della Toscana (673,89 euro). E in Basilicata (541,19 euro), Molise (549,81 euro) e Abruzzo (579,5 euro) si paga più o meno quanto in Piemonte (532,89 euro) o in Emilia-Romagna (557,91 euro).

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Troppa pubblicità che può confondere i consumatori, evidenza ad imprese con cui si sono conclusi accordi e da cui si hanno provvigioni, confronti di prodotti disomogenei. Sono alcune delle criticità "di trasparenza e correttezza" dei siti di comparazione delle assicurazioni RC Auto denunciate dall'Ivass, che chiede correttivi entro il 31 gennaio 2015.

Nell'indagine pubblicata sul sito dell'Autorità delle assicurazioni, si spiega che l'attività di verifica ha riguardato 6 siti comparativi: Chiarezza.it, Comparameglio.it, Facile.it, Segugio.it, 6Sicuro.it e Supermoney.it. Tre gli ambiti nei quali sono stati rilevati degli apetti critici: i conflitti di interesse, i criteri per la comparazione, la trasparenza fornita ai consumatori.

"Sul piano dei conflitti di interesse è emerso che i siti comparano solo (o prevalentemente) le imprese con cui hanno stipulato accordi di partnership e da cui percepiscono provvigioni in relazione a ciascun contratto stipulato. Le informazioni presenti sui siti non consentono al consumatore una immediata percezione dell'esistenza di tale conflitto di interesse", si legge nel documento dell'Authority. Per di più, non si indica la "quota di mercato" coperta delle imprese comparate; anzi, viene pubblicizzato un numero di imprese comparate (in genere 18) spesso superiore a quello effettivo.

Sul secondo punto, il modello di comparazione, ci sono molti rilievi. Innanzitutto, "l'indagine ha evidenziato un confronto basato esclusivamente sul prezzo, che non tiene conto dei contenuti delle polizze (massimali, franchigie, rivalse, esclusioni etc..)". In questo modo, il cliente rischia di vedersi assegnato un prodotto non in linea con le sue caratteristiche, e che siano paragonati prodotti tra loro non omogenei. Quando mancano le quotazioni di alcune imprese, non se ne danno giustificazioni. Ma quello che preoccupa è anche "l'assenza di quotazioni per alcuni profili particolarmente sfavorevoli", in base all'età o alla zona dalla quale si effettua la richiesta: "Lascia ritenere che vi possano essere politiche di selezione dei rischi, forse anche concordate con le imprese partner". In pratica, il sospetto è che si escludano quei potenziali assicurati che rappresentano un rischio maggiore per l'assicurazione stessa, a danno però del consumatore.

Una volta entrati nel giro della comparazione, l'Ivass nota come sia difficile rinunciare a orpelli non richiesti nella selezione della assicurazioni: "E' emerso il forzato abbinamento di garanzie accessorie, anche in assenza di richiesta del consumatore, come probabile conseguenza delle politiche remunerative (i siti percepiscono provvigioni maggiori in caso di abbinamento)".

Non mancano poi i messaggi "pubblicitari del tipo 'risparmia fino a 500 euro' o 'compara i migliori prodotti o le migliori imprese', che non risultano fondati su elementi verificabili onon forniscono indicazione sui criteri di valutazione". Da rivedere, per l'Autorità, anche il meccanismo di acquisizione dei consensi sulla privacy (con un solo click, i siti se ne prendono troppi) oltre alla pubblicazione trasparente di informazioni per i consumatori.

Alla luce di questa analisi, entro la fine del gennaio prossimo l'Ivass ha chiesto radicali misure correttive:

- Iindicare in home page l'elenco delle imprese di assicurazione con cui sussistono accordi di partnership ai fini della comparazione e indicare chiaramente che il servizio di comparazione è soggetto a remunerazione da parte di tali imprese;

- Indicare nell'output di comparazione, per ciascuna polizza, le provvigioni corrisposte dall'impresa in caso di conclusione del contratto;

- Dare chiara indicazione della quota di mercato comparata;

- Garantire che il numero delle imprese pubblicizzate ai fini del confronto corrisponda a quello delle imprese effettivamente comparate. In caso di mancata quotazione di una o più imprese, ne deve essere data spiegazione e le quotazioni mancanti vanno comunque fornite in un momento successivo al consumatore;

- Adottare un processo di rilevazione delle esigenze assicurative del cliente e di quotazione tale da esporre un ranking in cui siano presenti solo prodotti rispondenti alle esigenze manifestate dal cliente;

- Non basare la comparazione solo sul prezzo, ma anche sulle caratteristiche "chiave" della polizza, presentando queste ultime secondo uno standard uniforme, in modo da agevolare il confronto tra le diverse offerte;

- Evitare forme di abbinamento forzato delle coperture accessorie alla Rc auto e meccanismi di opt out a carico del consumatore;

- Modificare la procedura di raccolta del consenso privacy e di altre "liberatorie";

- Rivedere i messaggi pubblicitari in linea con la normativa vigente in materia di pubblicità ingannevole.

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Se pensate che le tasse pagate allo Stato siano troppe e che vessino gli italiani su ogni tipo di acquisto non avete fatto ancora i conti con le assicurazioni. Nelle polizze dell'assicurazione obbligatoria Rc auto almeno il 26,5% dell'importo totale va a favore degli Enti locali e del Sevizio Sanitario Nazionale. L'abolizione dei Consigli Provinciali non ha dunque modificato certi tipi di meccanismi e la "sprovincializzazione" appare ancora una chimera.

La macchina amministrativa provinciale non è ancora stata smantellata, anche se alcuni fondi sono già stati tagliati generando disservizi da Nord a Sud Italia. Fa eccezione la quota sottratta alle assicurazioni sul pagamento della Rc auto, il cui 26,5% viene ancora versato nelle casse degli Enti locali e del Servizio Sanitario Nazionale (rispettivamente per il 16% e per il 10,5%).

Si tratta di una riforma a metà che però continua a generare entrate per un gettito non indifferente specialmente nelle casse di Roma (197 milioni), Milano (128) e Napoli (105). Per questo dal 2011 molti Enti hanno portato l'aliquota a livelli massimi, da ultima la Provincia di Nuoro, lo scorso luglio.

La quota sottratta alle assicurazioni genererà introiti per 2,3 miliardi più 1,5 miliardo che arriverà direttamente al Servizio Sanitario Nazionale. Se per il SSN si più discutere sino ad un certo punto, data l'utilità sociale di tale servizio sull'ampio territorio nazionale, per le entrate nelle casse delle Provincie in abolizione il discorso è diverso, ci si chiede infatti che fine farà la quota e quale sarà il suo utilizzo.

C'è anche un'altra novità: a partire dal 2014 il dazio contenuto nelle assicurazioni auto e destinato al SSN non è più deducibile a livello fiscale.

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Lunedì, 17 Novembre 2014 13:40

Prima di rinnovare la tua polizza ...

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Lunedì, 10 Novembre 2014 05:47

Medici e polizze: rebus risolto?

Nella sanità italiana qualcosa sta cambiando.

Ad agosto è scattato l’obbligo per i medici di sottoscrivere un’assicurazione sanitaria contro le responsabilità giuridiche degli atti professionali; sono esclusi dall’obbligo soltanto i medici del Servizio sanitario nazionale, dove l’obbligo vale per le strutture. La norma prevede anche l’istituzione di un Fondo nazionale di un miliardo cui possono accedere i medici che non riescono a coprire i costi di stipula al prezzo richiesto dalla compagnia. Il Fondo «Balduzzi» sarà gestito da Consap e sarà operativo dopo che il provvedimento avrà raccolto i pareri di Conferenza Stato-Regioni e Consiglio di Stato.

Intanto il mercato sta proponendo polizze piuttosto costose (con premi fino a 20 mila euro l'anno), ma l'entrata in vigore del Fondo probabilmente contribuirà a equilibrare costi e prestazioni. La strada dell'assicurazione obbligatoria sembra essere la più adeguata contro la piaga della cosiddetta «medicina difensiva»: nel timore cioè di dover rispondere in sede legale, molti medici prescrivono tutto il prescrivibile (farmaci e/o di terapie) per garantire se stessi.

Secondo stime attendibili, ciò causerebbe 10-12 miliardi l'anno di danni al bilancio pubblico, una cifra enorme che tende ad aumentare. Il meccanismo assicurativo pubblico può costituire una risposta concreta a questo fenomeno, in base al quale aumentano le azioni giudiziarie, aumentano i risarcimenti e gli assicuratori «fuggono» dal mercato lasciando senza coperture strutture, medici e pazienti.

È il fenomeno della «selezione avversa», che si manifesta quando il mercato rende conveniente assicurarsi solo a coloro che appartengono a classi di rischio molto elevate, con la conseguenza che nei casi estremi verranno meno le condizioni di profittabilità per l'assicuratore e il mercato sparirà.

Tutto ciò non fa che pesare in maniera indiscriminata sulla fiscalità generale, che deve sostenere gli extra-costi delle strutture sanitarie pubbliche.

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Risparmiare sulla Rc auto è possibile, ma può nascondere qualche rischio. Gli italiani da anni pagano i prezzi più alti d'Europa per l'assicurazione obbligatoria sui veicoli, ma sul mercato c'è un'offerta ampia. La ricerca del risparmio non passa solo da un confronto tra i prezzi, ma anche da un'analisi attenta del contenuto della polizza: un costo più contenuto rispetto ad altre offerte può nascondere, per esempio, il divieto di far guidare il veicolo ai giovani fino a 25-26 anni. Così prima di scegliere a quale compagnia affidare la vostra auto valutate bene tutti i rischi. Ecco alcuni punti da tenere d'occhio sulle polizze per evitare amare sorprese.

Rc velox  - L'assicurazione obbligatoria va rinnovata con la massima attenzione. Non è più vero che sia difficile essere scoperti se si circola senza assicurazione obbligatoria: anche per questa infrazione stanno cominciando a prendere piede i controlli automatici, che consentono verifiche a tappeto e non più a campione. I corpi di polizia locale hanno iniziato ad usare le apparecchiature di controllo stanno sperimentando un'impennata dei verbali per mancata copertura Rc Auto. E potrebbero aumentare ancora. Infatti per il momento i controlli automatici sono previsti dal Codice della Strada ma gli apparecchi non hanno ancora l'omologazione del ministero delle Infrastrutture. Quando gli apparecchi saranno utilizzabili in automatico non servirà avere più pattuglie sul campo per individuare i veicoli non in regola.

La scelta - Sul fronte invece delle compagnie invece occhio al tacito rinnovo. Non ci sono più dubbi o calcoli, come racconta il Sole 24 Ore, su quando si deve decidere se cambiare compagnia alla scadenza della polizza. Dall'autunno 2012 le coperture Rc auto non sono più soggette al tacito rinnovo e quindi alla scadenza si può anche scegliere un'offerta di un'altra assicurazione.

Carta - Per scegliere la polizza giusta valutate sempre il prezzo in base al grado di copertura offerto. L'esame deve prendere in considerazione non solo le eventuali garanzie che non rientrano strettamente nella Rc Auto e vengono talvolta date in omaggio assieme ad essa: occhio a i casi in cui la copertura non opera. Ovvero quando l'assicurazione risarcisce regolarmente il danneggiato ma che poi si rivale sul suo cliente. Un esempio classico è il caso in cui si circoli con revisione scaduta o gomme non ammesse e l'uso del mezzo per scopi diversi consentiti dalla carta di circolazione.

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